Radici semplici, ingredienti genuini, dolci della tradizione: su questi valori si fonda la storia della famiglia Loison, quattro generazioni di pasticceri di Costabissara, in provincia di Vicenza. Dal 1992 Dario Loison guida l’azienda, da pochi anni affiancato dal figlio Edoardo, mantenendo viva la dimensione artigiana e, al tempo stesso, ampliando la presenza sui mercati internazionali, sempre con lo sguardo rivolto al futuro. Accanto a loro, Sonia Pilla, moglie di Dario e art director di Sonia Design, cura il packaging come vere e proprie opere d’arte: ogni confezione è pensata per raccontare una storia di bellezza, cultura e territorio.

Loison Pasticceri dal 1938, icona del buono e del bello in Italia e nel mondo, hanno creato per Pasqua 2026 una nuova golosa eccellenza: la Colomba Tiramisù, un lievitato che interpreta il dessert italiano più conosciuto al mondo. Farcita con crema allo zabaione e caffè, è ricoperta da glassa al cioccolato bianco, riccioli di fondente e spolverata di cacao. Disponibile in due formati (600 grammi e 1 chilo) si presenta con un packaging firmato Sonia Design che omaggia Palladio e Vicenza, completato dal Charm “L” segno distintivo del brand.

L’idea – Dal Tiramisù al lievitato: l’incontro che seduce. C’è un motivo se il Tiramisù è diventato, nel mondo, una parola-capolavoro: non è solo un dolce, è un gesto italiano. È il rito del cucchiaio, la grammatica del caffè, la misura perfetta tra carezza e carattere. Da qui nasce l’idea del laboratorio di Costabissara per Pasqua 2026: non copiare il classico dessert, ma tradurne l’emozione nel linguaggio più esigente dei lievitati. Il progetto si inserisce in una tendenza attuale della pasticceria che rinnova i lievitati con nuovi gusti ispirati ai classici dessert italiani, senza rinunciare alla centralità dell’impasto, alla misura e alla riconoscibilità. In questo solco, la novità 2026 entra nella storica Collezione Genesi della linea Top come reinterpretazione contemporanea di un classico globale: una novità che dialoga con la memoria, con un obiettivo preciso di portare nella colomba l’idea di dessert, mantenendo la leggerezza e l’equilibrio che definiscono un lievitato d’autore.

La colomba – Un equilibrio “in chiaro-scuro”: zabaione, caffè e due cioccolati. Il cuore del progetto è un’architettura di sapori che gioca su due registri: cremosità e profondità aromatica. La colomba è farcita con crema allo zabaione e caffè, per restituire quella rotondità vellutata che nel Tiramisù è immediata, ma qui diventa struttura: una presenza continua, elegante, mai invadente. La farcitura è distribuita in modo uniforme per garantire la presenza di crema in ogni fetta. In superficie, la firma è una copertura a mano che sorprende: glassa al cioccolato bianco, luminosa e setosa, che fa da contrappunto a riccioli di cioccolato fondente, più scure, e a una spolverata di cacao, come un’ombra necessaria. È un equilibrio “in chiaro-scuro”: dolcezza controllata, amaro misurato, persistenza pulita. Questa creazione completa la Collezione Genesi accanto ad altri quattro gusti: Pistacchio Verde di Bronte Dop (2025), Presidio Slow Food), Caramello Salato (2021), Regal Cioccolato (2000) e Classica a.D. 1552 (2003), proponendosi in due formati (600 grammi e 1 chilo) per rispondere sia al dono personale sia alla tavola della festa.

Il packaging – Vestire la bellezza: l’architettura diventa confezione – Se il gusto racconta l’Italia al mondo, il packaging la riporta a casa: a Vicenza, al disegno come forma di memoria. La Colomba Tiramisù indossa l’estetica Genesi con i colori distintivi Sonia Design (lilla, verde, azzurro), codici immediati che rendono la collezione riconoscibile a colpo d’occhio. Il dettaglio diventa dichiarazione: un fiocco piatto tono su tono in doppio raso e il Charm “L”, segno identitario che può leggersi come Loison, Love, Luxury, tre parole per un unico concetto: cura. L’incarto, infine, è un omaggio colto e non nostalgico: colonne corinzie, capitelli e foglie d’acanto richiamano Andrea Palladio e diventano, nelle mani di Sonia Pilla, un ponte tra architettura e pasticceria nel segno del territorio berico.

Il metodo – Lievito madre, tempo e gesti: come nascono le colombe di Pasqua.
Le colombe pasquali della maison vicentina prendono forma dal lievito madre storico, ottenuto da fermentazione spontanea e rinnovato quotidianamente per ricavare il lievito fresco che dà avvio agli impasti. Qui il tempo conta davvero: non è un dettaglio, ma l’ingrediente che firma la lavorazione. Servono circa settantadue ore, con passaggi lenti e controllati, per dare forma a struttura, profumi e morbidezza.

Il percorso produttivo si sviluppa in una sequenza articolata di fasi: tre cicli che alternano impasto, riposo e lievitazione, seguiti da porzionatura e modellazione, quindi finitura, lenta cottura e una successiva stagionatura. Ogni passaggio è pensato per rispettare la natura del lievito e la progressione del processo, senza accelerazioni. Accanto alla tecnica, resta centrale il lavoro manuale. Su ogni lievitato intervengono più volte le mani degli operatori: nella gestione del lievito, nel trasferimento dell’impasto negli stampi, nella glassatura e nelle finiture, fino alle fasi di infornatura. Anche dopo la cottura prosegue la cura artigianale: il primo incarto è eseguito a mano, così come la confezione finale in scatola o in latta, su disegno di Sonia Pilla – completata manualmente come ultimo gesto di precisione e attenzione.

Testo/Claudio Zeni – Foto fornite da Loison Pasticceri dal 1938
