site logo
  • ABOUT
    • CHI SIAMO
    • REDAZIONE
  • NEWS
  • TURISMO
    • ATTUALITA’
    • ITALIA
    • EUROPA
    • MONDO
    • BENESSERE
    • ENOGASTRONOMIA
    • OSPITALITÀ
    • TRASPORTI
  • REPORTAGE
  • CULTURA
    • EVENTI
    • LIBRI
    • MOSTRE
    • NATURA – SCIENZA
    • STORIA – STORIE
  • TOUR OPERATOR
  • CONTATTI
Homepage > REPORTAGE > La Croazia da vivere tutto l’anno, tra cultura e natura da Spalato a Ragusa
novembre 5, 2025  |  By Maurizio Ceccaioni In REPORTAGE

La Croazia da vivere tutto l’anno, tra cultura e natura da Spalato a Ragusa

1-Apertura

Come c’è capitato di trattare in precedenti articoli, pur essendo un Paese relativamente piccolo, la Croazia racchiude in sé tesori d’arte e naturali che la pongono tra i Paesi più interessanti da visitare sia a livello turistico sia culturale. Proseguendo il nostro “viaggio virtuale” (ma non troppo) verso il sud della Dalmazia, lasciamo Trogir (Traù) ma senza quella fretta che avrebbe invece richiesto il dio greco Kairos, quello delle “opportunità colte al volo prima che passino”. Split, la Spalato romana e veneziana dista meno di 30 km, passando accanto all’Aeroporto di Spalato-Castelli (Spu), che si trova sul Golfo dei Castelli. Questa località deve il suo nome alle fortezze costruite tra il XV e il XVI secolo sotto il dominio della Repubblica di Venezia, per proteggere le terre e gli abitanti dalle frequenti scorrerie dei Turchi Ottomani.

Vista al tramonto di Kastel Novi e Kastel Stafilic (Ph. Andrija Carli)
Vista al tramonto di Kastel Novi e Kastel Stafilic (Ph. Andrija Carli)

Nel tempo attorno a queste fortezze sono nati dei borghi distribuiti lungo la fascia costiera: Kaštel Štafilić (Castel Stafileo); Kaštel Novi (Castelnuovo); Kaštel Stari (Castelvecchio); Kaštel Lukšić (Castel Vitturi); Kaštel Kambelovac (Castel Cambi); Kaštel Gomilica (Castel Abbadessa); Kaštel Sućurac (Castel San Giorgio). Borghi che hanno dato vita a Kaštela (Castelli), una cittadina di circa 40mila abitanti che annovera tra le sue meraviglie naturali anche un albero di ulivo vecchio almeno XV secoli. Simbolo culturale cittadino, nel 1990 è stato proclamato “Monumento della natura” e si trova nel borgo di Kaštel Štafilić. È chiamato Mastrinka, termine che tradotto significa “padrona”, forse in riferimento all’età, ma è anche il nome del tipo di olive prodotte da questa pianta millenaria, una cultivar autoctona comune in Dalmazia, che produce un ottimo olio extravergine che viene venduto come souvenir ai turisti nel Museo di Kaštela. Dal 13 al 14 novembre 2025 a Kaštela si terrà il Zinfest, un evento enologico che pone al centro della due giorni lo Zinfandel, vino a bacca rossa dal carattere forte e molto apprezzato in tutto il mondo, il cui vitigno autoctono è originario della Dalmazia con il nome di Tribidrag o Crljenak Kaštelanski. Arrivato in Puglia col nome di Primitivo, è poi approdato in California con gli emigranti, dove lo Zinfandel è prodotto molto conosciuto.

Resti dell'anfiteatro romano di Salona (Ph. M.Ceccaioni)
Resti dell’anfiteatro romano di Salona (Ph. M.Ceccaioni)

Prima di arrivare a Spalato s’incontra la romana Salona (Solin), Salona, quella Colonia Martia Ivlia Valeria che pare abbia dato i natali all’imperatore Diocleziano (Cesare Gaio Aurelio Valerio Diocleziano Augusto Iovio), anche se è più probabile che la sua nascita fosse stata nella città di Doclea (l’odierna Duklja) presso Podgorica, la capitale del Montenegro. Salona si trova a meno di 7 km da Spalato e fu fondata nella seconda metà del III secolo a.C. sul corso del fiume Jadro da coloni arrivati dall’insediamento greco dell’isola di Lissa (Vis). Con la conquista romana nel 78 a.C., da piccolo porto commerciale divenne la capitale della provincia romana della Dalmazia fino ad essere distrutta da Avari e Slavi nel 614. Oggi, anche se ha subito la spoliazione di marmi e altri materiali pregiati usati per costruire poi il centro di Spalato, rimane principale parco archeologico della Croazia, dove si possono vedere ancora delle preziose vestigia come mosaici di ville, resti delle mura, l’anfiteatro, la Porta Cesarea, torri, foro, templi, terme e i resti del teatro.

Resti di Salona e cimitero Monastirine (Ph. M.Ceccaioni)
Resti di Salona e cimitero Monastirine (Ph. M.Ceccaioni)

Fuori dall’area cittadina si trova il cimitero paleocristiano di Manastirine, dove sorgeva la Basilica dei Cinque Martiri, in cui fu sepolto l’allora vescovo di Salona San Doimo (Dujam), martirizzato e decapitato con altri cristiani nel 304 durante le persecuzioni sotto Diocleziano. Testimonianze della Salona romana si trovano a Manastrine nel Museo Tusculum (ul. don Frane Bulića 91), fondato dall’archeologo e storico Frane Bulić, noto studioso dell’archeologia croata che incentrò il suo lavoro proprio su Salona. Nell’edificio, fatto costruire da lui nel 1894 per il Primo congresso di archeologia paleocristiana, si trovano molti reperti provenienti dai vicini scavi portati avanti dopo i suoi primi ritrovamenti, anche se molti reperti sono nel Museo Archeologico di Spalato, in Ul. Zrinsko Frankopanska 25. Fondato nel 1820, è il più antico della Croazia e custodisce circa 150mila reperti archeologici, tra cui manufatti preistorici, oggetti vari relativi alla colonizzazione greco-romana e del periodo paleocristiano fino all’Alto Medioevo.

 Sotterranei del Palazzo di Diocleziano a Spalato (Ph. M.Ceccaioni)
Sotterranei del Palazzo di Diocleziano a Spalato (Ph. M.Ceccaioni)

Spalato Patrimonio dell’Umanità
Spalato (Split), l’antica Aspalathos greca e la Spalatum romana non è solo la principale città dalmata e la seconda più grande del paese dopo la capitale Zagabria, ma è principalmente una “città museo” inserita nei siti patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1979 con il Palazzo di Diocleziano. Questo imponente complesso architettonico del III-IV secolo fu realizzato da Diocleziano su una precedente stratificazione greca, in un quadrilatero di circa 4 ettari. Circondato da mura alte 18 metri e spesse 2, aveva 16 torri di guardia, di cui 4 più grandi agli angoli e 12 più piccole ripartite lungo le mura. Per questo più che di una residenza imperiale era una cittadella fortificata in cui si accedeva da tre porte lato terra: a nord, Aurea; Argenta ad est; Ferrea da ovest. Mentre la porta Bronzea o Aenea, verso sud, si affacciava sul mare.

Il Palazzo di Diocleziano nella ricostruzione di E. Haebrar (Ph. M.Ceccaioni)
Il Palazzo di Diocleziano nella ricostruzione di E. Haebrar (Ph. M.Ceccaioni)

Anche all’interno vigeva la stessa logica militare seguendo il modello del castrum romano, con due strade perpendicolari tra loro: il cardo, da nord a sud e il decumano, da est a ovest che s’incrociavano sul peristilio. Il primo è oggi Diocletianova ulica (via Diocleziano), mentre la seconda corrisponde in parte alla Krešimirova Ulica (in ricordo del re croato Krešimir IV) e Trg braće Radić (Piazza dei Fratelli Radić), ma anche Piazza del Mercato. All’interno del Palazzo, c’era anche un vero castrum accanto agli appartamenti imperiali, dove furono accasermate in tempi diversi la Legio V Iovia e la Legio VI Herculia, selezionate dall’imperatore per la sua protezione.
Diocleziano fu un imperatore deciso e imprevedibile, controverso e discusso, ma di certo tanto prudente da risiedere il meno possibile in quella Roma divenuta troppo pericolosa per gestire un impero sempre più vasto e turbolento.

Torre veneziana del XV secolo a Piazza della Frutta (Ph. M.Ceccaioni)
Torre veneziana del XV secolo a Piazza della Frutta (Ph. M.Ceccaioni)

Ebbe un grande senso dello Stato e si ricorda in particolare per le riforme fatte per tenere unito l’Impero Romano come la Tetrarchia; ma principalmente come grande persecutore dei cristiani, in quanto estremo difensore dei culti e delle antiche tradizioni romane. Abdicò il primo maggio del 305 e gli Augusti successori furono Costanzo Cloro, per l’Impero Romano d’Occidente e Galerio, per quello d’Oriente. Alla sua morte fu seppellito nel sarcofago posto al centro del mausoleo ottagonale con l’affaccio sul vicino peristilio che aveva fatto costruire in precedenza, proprio presso il vestibolo con la cupola aperta che fungeva d’accesso agli appartamenti imperiali posti lato mare.
Dopo trecento anni, con la distruzione di Salona la sua popolazione si rifugiò nel Palazzo, creando il nucleo fondativo del centro storico di Spalato, che oggi conta su oltre 200 edifici ed è il fulcro della vita quotidiana e della movida cittadina.

Palazzo di Diocleziano, ambienti vari (Ph. M.Ceccaioni)
Palazzo di Diocleziano, ambienti vari (Ph. M.Ceccaioni)

Da visitare i grandi sotterranei creati verso sud per livellare il terreno e isolare la parte residenziale dall’acqua, ma usati anche come magazzini e cantine per la conservazione alimentare. Sono considerati tra le strutture antiche di questo genere meglio conservate e questo lo si deve anche perché furono usate nei secoli come discarica dagli abitanti della primigenia Spalato. Gli interventi di ripristino e recupero iniziarono a metà del XIX secolo grazie all’architetto Vicko Andrić, primo conservatore museale di Spalato e Croazia. Lavori di svuotamento sono ancora in parte da completare e hanno portato alla luce anche un frantoio per la produzione di olio e di vino che s’incontra strada facendo. Il percorso attuale va dalla Porta Aenea, sul lungomare, alla scalinata che porta al Peristilio (e viceversa) per proseguire verso San Doimo. In alcuni corridoi e sale si possono incontrare antiche anfore e capitelli, ma anche bancarelle con i souvenir per i turisti.

9-BANC~1

Come si può ben vedere dalla copia della ricostruzione fatta nel 1929 dall’architetto e artista Ernest Hébrard esposta nei sotterranei del Palazzo, a quei tempi “La Riva della Rinascita della Nazione Croata” (la passeggiata sul lungomare) non esisteva; quindi, in caso di necessità uscendo dalla porta Aenea Diocleziano poteva mettersi in salvo dal mare. La minaccia vera però non arrivò con la spada ma con la croce, perché come per una sorta di quella “legge del contrappasso” studiata nella Divina Commedia di Dante Alighieri, con l’avvento di Costantino e la diffusione del cristianesimo il mausoleo di Diocleziano divenne la Cattedrale cristiana di San Doimo. Non si sa dove finirono le sue spoglie mortali, ma di certo in quel luogo sacro furono poi traslate le reliquie dei santi martiri Doimo (patrono della città) e Anastasio, fatti giustiziare a Salona dallo stesso imperatore, mentre il Tempio di Giove diventò il Battistero di San Giovanni.

Interno cattedrale di S. Doimo, già mausoleo di Diocleziano (Ph. M.Ceccaioni)
Interno cattedrale di S. Doimo, già mausoleo di Diocleziano (Ph. M.Ceccaioni)

Una curiosità: alla destra dell’accesso alla basilica dal peristilio, su un piedistallo in marmo si trova (integra) una delle dodici sfingi portate di ritorno dall’Egitto da Diocleziano, dopo aver soffocato una rivolta e apportato importanti riforme amministrative e politiche.
Si può arrivare direttamente a Spalato in auto da Zara tramite l’autostrada E65/E71(83 km), ma anche in aereo con voli diretti da Roma Fiumicino, Napoli Capodichino e Milano Malpensa, oppure in traghetto da Ancona (Snav, Jadrolijna). Per chi avesse a disposizione più giorni di vacanza, Spalato è il punto di partenza ideale per visitare anche le vicine isole dell’Arcipelago spalatino, come Brazza (Brač), Lesina (Hvar) e Lissa (Vis) oppure per fare un’escursione nella Grotta Azzurra sull’isola di Busi (Biševo).

Fortezza di Klis-viste varie (Ph. M.Ceccaioni)
Fortezza di Klis-viste varie (Ph. M.Ceccaioni)

La storica fortezza medievale di Klis (Clissa) è un altro posto consigliato per una visita in giornata. Si trova a soli 5 km da Spalato e per gli appassionati di storia o della serie tv “Il Trono di Spade” (Game of Thrones) rimane un luogo affascinante. È una fortificazione arroccata su uno sperone roccioso a 330 metri s.l.m. e domina tutta la pianura sottostante che ha all’interno un piccolo museo. Negli oltre XX secoli di vita Klis è stata un baluardo strategico a difesa della Regione spalatina fin dai tempi dei Romani. Dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, fu assediata dall’esercito ottomano lanciato alla conquista dei Balcani e l’Europa centrale; presa per fame e occupata nel 1537, fu liberata dalle truppe della Repubblica di Venezia oltre un secolo dopo.
Klis è stata una delle diverse location croate scelte per la serie tv “fantasy” statunitense Game of Thrones. La sua struttura stratificata e articolata è stata usata per realizzare le scene nella la città-stato di Meereen e questa notorietà ha portato una enorme visibilità mediatica a tutta la Regione.

Museo fortezza di Klis (Ph. M.Ceccaioni)
Museo fortezza di Klis (Ph. M.Ceccaioni)

Nella Dalmazia centrale, a circa 40 km da Spalato c’è Trilj (Treglia), una cittadina ricca di storia e cultura raggiungibile in auto passando per E65 e D1. La attraversa il fiume Cetina, che dopo un percorso di 101 km sfocia ad Almissa (Omis), in quella che fu la terra dei Pirati di Almissa, che spadroneggiarono nell’Adriatico dal XII secolo alla metà del XV, come ricordano ancora le rovine del castello di Mirabella, che fu un loro rifugio. Ma prima di sfociare in mare il Cetina ha creato nei millenni uno spettacolare canyon, tagliando in due il monte Mosor.
Trilj fu un antico crocevia viario per le legioni romane che andavano in Pannonia e a Gardun, poco vicino, ci sono i resti del castrum romano di Tilurium (Tilurij), antico insediamento militare del I secolo d.C. dov’era stanziata la Legio XI Claudia Pia Fidelis, messa a guardia della valle del fiume Cetina per proteggere Salona, allora capitale della Dalmatia romana. Ma da Trilj si passava anche per raggiungere Servitium (oggi Sremska Mitrovica in Serbia), quartiere generale della flotta romana della Pannonia (Classis Pannonica), che controllava il medio corso del Danubio e i suoi affluenti, da Castra Regina (oggi Ratisbona) a Taurunum (oggi Zemun).

Panoramica di Treglia e fiume Cetina (Foto Ufficio del turismo di Treglia)
Panoramica di Treglia e fiume Cetina (Foto Ufficio del turismo di Treglia)

Tra i posti da vedere a Trilj c’è il piccolo Museo Regionale (Muzej Triljskog kraja) inaugurato nel 1996, dove sono conservati documenti e oggetti del patrimonio etnografico, storico e culturale che raccontano la storia di quest’area della Dalmazia centrale. Al piano terra ci sono dei reperti medievali recuperati nel fiume Cetina; nell’area etnografica gli oggetti tradizionali di uso comune, che ripresentano lo stile di vita e la cultura tradizionale di Trilj; al primo piano sono esposti dei reperti ritrovati a Tilurium, tra cui monete e oggetti di vita quotidiana usati dai soldati. Per chi volesse invece fare una breve vacanza alternativa, nella Regione spalatino-dalmata non c’è che l’imbarazzo della scelta per fare escursionismo, perché oltre al trekking, le passeggiate a cavallo, la mountain bike e le gite in canoa sul fiume, per i più temerari ci sono le discese in kayak, canyoning e rafting sul Cetina.

Baia di Omis, canyon e foce fiume Cetina (Ph. M.Ceccaioni)
Baia di Omis, canyon e foce fiume Cetina (Ph. M.Ceccaioni)

Per chi invece ama la tranquilla vita all’aperto nella natura incontaminata della Regione, ci sono circa 3500 km di piste per cicloamatori che attraversano tratturi, antichi paesi e siti archeologici. Nell’area di Trilj, in particolare, ci sono 130 km di percorsi ciclabili molto interessanti per gli appassionati, tra cui il “Sentiero del Vino”, la pista “Mlinice”, alla scoperta dei vecchi mulini e la sorgente del fiume Grab; la pista “Zlabina”, con vista panoramica sul monte Kamesnica. Ha invece un particolare interesse storico, la pista ciclabile ‘Nutjak’, lungo la quale, vicino alla chiesa di Santa Klara presso il villaggio di Vojnić, s’incontrano delle lapidi medievali a forma di croce e i resti della fortezza di Nutjak (XV secolo), posta su un costone roccioso sopra il Cetina che, come la fortezza di Klis e quella di Čačvina, erano a protezione dalle invasioni turche-ottomane. Per chi decidesse di fare tappa qui anche per la genuina offerta enogastronomica locale, non ci sono problemi per soggiornare, perché molte abitazioni private sono diventate strutture ricettive e si trovano facilmente (anche online) case vacanza, stanze in affitto o in hotel.

Fiume Grab, antichi mulini ad acqua (Ph. M.Ceccaioni)
Fiume Grab, antichi mulini ad acqua (Ph. M.Ceccaioni)

Prima di scendere ancora verso sud, a 15 km da Klis passando per Dugopoglie, c’è la Grotta di Vranjača, che si trova sulle pendici settentrionali del monte Mosor ed è stata creata dalle infiltrazioni d’acqua nella roccia calcarea formata grazie ai sedimenti depositati nell’ambiente marino che la sommergeva tra il Giurassico superiore e il Cretaceo. Fu scoperta nel 1903 dal proprietario dei terreni e dalle successive indagini eseguire tra il 1911 e il 1914 dagli scienziati Umberto Girometta e Ramiro Bujas, è stato individuato un sistema di grotte che si estende per 365 metri circa. La seconda delle due sale principali è ripartita in nove salette minori piene di vere e proprie sculture naturali formate dalle concrezioni che scendono lungo le pareti, dando vita a delle vere e propri cascate di carbonato di calcio, con stalattiti e stalagmiti colonne e arcate di varie forme e colorazioni. Nella grotta sono stati ritrovati anche reperti neolitici e ossa di animali di epoca post-diluviale come cervo e orso delle caverne. Dopo lavori di messa in sicurezza e illuminazione, dal 1929 la grotta è accessibile al pubblico e dal 1963 è un “bene geomorfologico nazionale”. Per gli appassionati di trekking, vicino all’ingresso della grotta inizia un sentiero escursionistico di 3,9 km e un dislivello di 462 metri, che porta fino ai 1.325 metri s.l.m. del Vickov stup, il rifugio montano a forma di pilastro metallico decagonale sul Veliki Kabal, la cima più nota del monte Mosor.

Grotta di Vranjača (Ph. Emil Skare)
Grotta di Vranjača (Ph. Emil Skare)

 Scendendo verso Dubrovnik incontriamo il Parco naturale del Biokovo, 193 km2 di puro ambiente con oltre1.500 specie vegetali, circa duecento di volatili e animali come i camosci. Si espande per 25 km lungo l’omonima catena montuosa, dove si trova la cima Sveti Jure (San Giorgio), che con i suoi 1762 metri è seconda solo a quelle del massiccio del Dinara e fa da sfondo alla riviera di Makarska, rinomata meta turistica nota per le spiagge e la vita notturna. Una delle attrazioni più note del parco è il Biokovo Skywalk, una passerella panoramica sospesa a più di 1200 m d’altezza a forma di semicerchio dal diametro di 8,5 metri. Realizzata in acciaio e vetro, si discosta dalla parete rocciosa di 11 metri e dà al visitatore la sensazione di essere sospeso nel vuoto, potendo ammirare il mare della Riviera di Makarska e le isole dell’Arcipelago spalatino. Da Spalato sono 92 km in auto passando sulla E45.

Panoramica spiaggia di Makarska in Dalmazia (Ph.Vjeko Begovic)
Panoramica spiaggia di Makarska in Dalmazia (Ph.Vjeko Begovic)

Il nostro viaggio virtuale tra le possibili mete croate non solo nel periodo autunnale o estivo si conclude a Dubrovnik, la “perla dell’Adriatico”, la Ragusa veneziana che racchiude in sé un ricchissimo patrimonio storico e culturale, oltre alle sue famose spiagge e scogliere. Il cuore della città è protetto da imponenti mura medievali ed è attraversato dallo Stradun, la via principale e più scenografica di Dubrovnik. Tra le antiche fortificazioni spicca la “Torre Minčeta” (XIV sec.), che dal punto più alto di Dubrovnik la proteggeva controllando il mare. È una delle tre fortezze con Bokar e Sv. Ivan (San Giovanni), inglobate nelle mura cittadine, mentre le fortezze Revelin ad est e a ovest quella di Lovrijenac (Forte di San Lorenzo), sono indipendenti.

Dubrovnik, Vista Forte Lovrijenac e mura (Ph. Ivo Biocina)
Dubrovnik, Vista Forte Lovrijenac e mura (Ph. Ivo Biocina)

Che anche questa città fosse stata una roccaforte veneziana non lo si deduce solamente dalla struttura difensiva ma da quello che potrebbe essere considerato il “marchio di fabbrica” della Serenissima: il Leone di San Marco. Si vede ovunque sugli antichi edifici e sulle mura di stari grad, la città vecchia, che assieme al porto, i forti militari e le torri di difesa del XIV secolo sono nella lista dei patrimoni mondial dell’umanità (Unesco World Heritage Sites). Per i soliti lettori appassionati de “Il Trono di Spade” (Game of Thrones), come in molti altri siti croati anche a Dubrovnik sono state girate molte delle scene della serie tv, caratterizzate dall’ambientazione dei luoghi. In particolare è stata il set principale per “Approdo del Re”, la capitale dei Sette Regni, mentre la Fortezza di Lovrijenac è diventata la “Fortezza Rossa” e la Torre Minčeta è stata la “Casa degli Eterni”.

Vista porto e centro storico di Dubrovnik (Ph. Luka Esenko)
Vista porto e centro storico di Dubrovnik (Ph. Luka Esenko)

Ovviamente Dubrovnik non è famosa solo come città d’arte ma anche per le sue spiagge come quella di Banje, Sveti Jakov o Copacabana, ma il periodo non consiglia di fare bagni in mare. Però si può fare sempre del trekking e ci sono numerosi percorsi percorribili facilmente per guardare dall’alto la città al tramonto o le isole di Korčula, di fronte. Si possono raggiungere facilmente prendendo un traghetto per andarle a visitare, fare passeggiate solitarie lungo le sue spiagge, o per cercare natura, gusti, sapori e tradizioni autentiche. Ricordi da riportare indietro come un piccolo tesoro da conservare.
Se non si volesse fare un percorso in auto Spalato-Dubrovnik arrivando in traghetto da Ancona (circa 3 h per 233 km), si può arrivare qui dall’Italia con voli aerei da Roma, Milano Bergamo, Napoli e Bari, con le compagnie Vueling, Croatia Airlines, Ryanair, EasyJet, Volotea. L’Aeroporto di Dubrovnik (Dbv) è a circa 22 km dalla città e per raggiungere il centro ci sono taxi, autobus o auto a noleggio. Per i traghetti in questo periodo non c’è nulla perché in genere il servizio da Bari a Dubrovnik è offerto principalmente dalla compagnia Jadrolinija e generalmente da fine aprile a ottobre.

Per info: www.dalmatia.hr
https://croatia.hr/it-it/citta

Testo-foto/ Maurizio Ceccaioni – Foto di apertura: Vista centro storico di Dubrovnik (Ph. Neil Morrel- Licenza Pixabay)


 

 

Print Friendly, PDF & Email
reportage

Article by Maurizio Ceccaioni

Previous StoryPausa pranzo di gusto e benessere all’Aleph Rome Hotel
Next StoryIn Virginia per i 250 anni degli Stati Uniti

Related Articles:

  • APERTURA I Viaggi di Giorgio - NAMIBIA -etosha-national-park-waterhole
    Namibia, dove il deserto incontra l’oceano
  • APERTURA
    Dieci motivi per scoprire la Svezia Occidentale

caterorie

  • ATTUALITA’ (91)
  • BENESSERE (81)
  • CULTURA (89)
  • ENOGASTRONOMIA (285)
  • EUROPA (63)
  • EVENTI (342)
  • ITALIA (93)
  • LIBRI (35)
  • MONDO (84)
  • MOSTRE (101)
  • NATURA/SCIENZA (65)
  • NEWS (129)
  • OSPITALITÀ (156)
  • REPORTAGE (88)
  • STORIA-STORIE (73)
  • TOUR OPERATOR (105)
  • TRASPORTI (47)
  • TURISMO (372)
  • Uncategorized (2)

cerca

archivi

facebook

facebook

instagram

instagram

registro della stampa

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano N°85 del 21 febbraio 2017

Direttore Editoriale
Anna Maria Arnesano
Via California 3
20144 Milano
am.arnesano@gmail.com
info@terreincognitemagazine.it

Direttore Responsabile
Anna Maria Arnesano
Co fondatore Giulio Badini
Via California 3
20144 Milano
arnesano1@interfree.it

Le immagini a corredo dei testi vengono a volte tratte da internet e da Google Immagini, i quali non sempre indicano correttamente i nomi degli autori o la presenza di copyright.
Qualora inavvertitamente avessimo inserito immagini violando dei diritti, preghiamo i diretti interessati di volercelo segnalare. A richiesta provvederemo a rimuovere subito l’immagine incriminata, oppure ad indicarne la corretta attribuzione. Grazie

latest posts

  • Dialoghi tra storia e contemporaneità all’ Aleph Rome Hotel con la personale di Vincenzo Scolamiero maggio 11, 2026
  • Namibia, dove il deserto incontra l’oceano maggio 8, 2026
  • Festa della mamma idee di viaggio per il regalo perfetto maggio 6, 2026
  • Donazione Lokar, lo splendore della porcellana europea maggio 4, 2026
  • Territori l’osservatorio sull’arte culinaria del Castello di Casole maggio 1, 2026

tags

anogastronomia attualità attuslità benessere cultura enogartronomia enogastronomia enogastronomia. italia enogatronomia enogatsronomia enpgastronomia europa eventi evento italia libri mondo mostre natura natura-scienza natura-storie natura/scienza news news. enogastronomia ogastronomia ospialità ospitalità ospitalità. italia ospitalià ospitaltà reportage repotage scienza storia storia-storie storia/storie tour operato tour operator tour operator. turismo tour operatot trasport trasporti Ttualità turismo

libro

libro

Terre incognite: geografia per viaggiatori curiosi

Copyright © 2016-2017 Terreincognite Magazine, Tutti diritti riservati.