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Homepage > CULTURA > MOSTRE > Vienna, una scorpacciata di arte e cultura
settembre 12, 2025  |  By Leonardo Felician In MOSTRE, REPORTAGE

Vienna, una scorpacciata di arte e cultura

APERTURA

Vienna è un laboratorio culturale unico in Europa, dove storia, arte e musica s’intrecciano in un equilibrio che la rende una delle capitali più vitali del continente. Non è un caso che proprio qui la tradizione imperiale degli Asburgo abbia lasciato tracce profonde non solo nell’architettura e nell’urbanistica, ma anche nel modo stesso di concepire l’utilizzo della cultura. Il progetto voluto dall’imperatore Francesco Giuseppe, che regnò per sessantotto anni sul trono austriaco, fu, infatti, quello di raccogliere le immense collezioni di famiglia e aprirle alla città, trasformando un patrimonio privato in un bene pubblico. Da questa scelta nacquero i grandi musei lungo la Ringstrasse, pensati come veri monumenti al sapere e oggi cuore pulsante dell’offerta museale viennese.

 Vienna, Kunsthistorisches Museum
Vienna, Kunsthistorisches Museum

Qui, in posizione dominante tra il Ring e la Hofburg, vis-à-vis della costruzione gemella che ospita il Museo di Storia Naturale con un’imponente statua di Maria Teresa che separa la piazza antistante, il Kunsthistorisches Museum è uno dei più grandi musei d’arte del mondo. L’edificio ha una concezione architettonica grandiosa e raccoglie all’ammezzato notevoli gallerie di antichità egizie, greche e romane e pezzi unici come la gemma augustea e la saliera d’oro di Benvenuto Cellini. Ma, è la galleria di pittura nelle due ali del primo piano a costituire l’unicità del museo: un trionfo per la pittura italiana del Rinascimento, da Raffaello a Caravaggio, in poi, ma anche fiamminga con un’incredibile dozzina di quadri di Bruegel, e poi Cranach, Rembrandt, Rubens, un famosissimo Vermeer e tanti altri capolavori. Sempre affollato, ma visitabile senza prenotazione tranne di lunedì quando è chiuso, è frequentato anche da tantissimi giovani e da famiglie con bambini piccoli: le sue ampie sale con le grandi tele alle pareti e comodi divanetti sono dai tempi di Francesco Giuseppe che lo inaugurò nel 1891 il salotto buono dell’arte e della cultura viennese.

Palazzina Secession
Palazzina Secession

Tuttavia, il capitolo più interessante che ebbe come culla Vienna arrivò a fine ’800. La crisi emergente nell’impero austro-ungarico con i suoi problemi politici, sociali, etnici ed economici portò anche a un punto di svolta nell’arte. Una giovane generazione di artisti emergenti formò un nuovo gruppo a metà degli anni ’90, opponendosi al conservatorismo prevalente e proponendo di aprire gli spazi espositivi a movimenti internazionali e moderni. Gli artisti ribelli che circondavano Gustav Klimt e Koloman Moser lasciarono la Künstlerhaus nel maggio 1897 fondando la Secessione Viennese. Poco dopo, il movimento volle costruire la propria sala espositiva progettata dall’architetto Joseph Olbrich e completata in tempo per la 2ª Mostra della Secessione nel novembre dell’anno successivo. Sopra l’ingresso del nuovo edificio espositivo, la Secessione proclamò con orgoglio il suo motto: A ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà. Fu creata anche la rivista Ver Sacrum (Primavera Sacra), organo di stampa dei Secessionisti. Oggi tracce di questa pagina di storia si vedono nell’originale Palazzina Secession e in un’ampia serie di testimonianze di questi artisti raccolte in tutti i musei viennesi. L’artista più rappresentativo di questo periodo fu certamente Gustav Klimt che non solo plasmò il genere del ritratto come mosaico dipinto, con alcune immagini femminili che sono diventate icone mondiali dell’arte, ma introdusse anche innovazioni radicali nella rappresentazione del paesaggio e della natura. Klimt trovava la maggior parte dei suoi motivi paesaggistici nei soggiorni estivi annuali sul lago Attersee: in un formato quadrato, spesso senza cielo né orizzonte, lo sguardo viene indirizzato verso una sezione circoscritta del paesaggio. Questo motivo decorativo piatto è ulteriormente accentuato da una tecnica ispirata dal Puntinismo.

Oberes Belvedere, Klimt
Oberes Belvedere, Klimt

L’innovazione non ha mai fine e fu un discepolo di Klimt a dare un’altra svolta dopo pochi anni alle tendenze artistiche. Egon Schiele nacque nel 1890, ebbe un’infanzia difficile e iniziò a studiare pittura all’Accademia di Vienna nel 1906, ma la lasciò dopo pochi anni per fondare il Gruppo di nuovi artisti che abbandonò lo Jugendstil della Secessione rivolgendosi a un Espressionismo che catturava espressioni sentimentali sulla tela. Negli anni successivi, le opere tormentate di Schiele affrontarono la crisi dell’identità di genere e corporeità con un radicalismo senza precedenti. Per un certo periodo si trasferì a Krumau in Boemia, dove era nata sua madre; nel 1918 nel pieno della sua attività fondò la Nuova Secessione Viennese e la Sonderbund. Purtroppo però dopo pochi mesi l’epidemia di influenza spagnola pose fine alle vite dell’artista ventottenne e di sua moglie. Una ricca selezione di dipinti di Schiele e Klimt si può conoscere visitando i musei d’arte moderna, che coprono gli anni da fine Ottocento a metà Novecento. E’ anche l’occasione per ammirare importanti opere dei pittori impressionisti francesi da Monet a Cezanne e di celebri artisti più moderni come Picasso, Kandinski, Chagall, Klee, Kirchner, Kokoska, Magritte, Munch, Léger, Dufy, Warhol, Lichtenstein, Fontana, Baselitz e altri.

Leopold Museum
Leopold Museum

Il primo da visitare è certamente il Leopold Museum: si trova nel Museum Quartier, un vasto complesso culturale situato nel centro della città, accanto al Ring e di fronte alla Maria-Theresien-Platz che riunisce musei, spazi espositivi e istituzioni artistiche. E’ un luogo frequentato da molti studenti e vibrante d’iniziative, con molti punti panoramici, aree verdi con panchine e spazi di riposo, luoghi di aggregazione, bar e attività. Negli edifici storici delle ex scuderie imperiali sapientemente recuperati e nelle costruzioni ultramoderne che si integrano nello scenario del cortile interno molti viennesi vengono volentieri e si ritrovano in un luogo che dalla sua apertura al pubblico nel 2001 è divenuto un cuore pulsante della città.

 Mumok
Mumok

Il Leopold è secondo solo al Kunsthistorisches per ricchezza e importanza delle opere artistiche presentate: la visita richiede tempo, ma è un must assoluto per i visitatori di Vienna. Chi vuole poi continuare con uno sguardo all’arte contemporanea trova a pochi passi il MUMOK, abbreviazione del lungo nome Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig, il cubo nero dalla caratteristica forma monolitica con facciata di basalto grigio scuro: al suo interno ospita una delle più vaste collezioni d’arte contemporanea in Europa, con diecimila opere e collezioni di Pop Art, Azionismo Viennese e Fotorealismo.

Oberes Belvedere
Oberes Belvedere

Alcuni dei più famosi ritratti femminili di Klimt sono esposti al pubblico nelle grandi sale dell’Oberes Belvedere, costruito all’inizio del Settecento come residenza estiva del principe Eugenio di Savoia. L’edificio barocco con enormi giardini, uno dei più scenografici palazzi di Vienna in posizione elevata, celebra il prestigio e la potenza del condottiero che alla testa dell’esercito asburgico fermò l’avanzata turca alle porte di Vienna, guadagnandosi così la riconoscenza dell’Imperatore e salvando l’intera Europa. Nel grande salone al piano terra fu firmato nel 1955 il trattato di pace che poneva fine all’occupazione russa di Vienna, uno dei momenti più significativi e più felici della bimillenaria storia austriaca.

,Albertina
Albertina

Un’altra inaspettata scorpacciata di arte moderna si fa all’Albertina, in pieno centro, proprio dietro al teatro dell’Opera di Vienna. Questa storica istituzione era nota in passato soprattutto per la sua immensa collezione di stampe famose, con autori come Raffaello, Dürer e altri. Ma nel 2007 Herbert Batliner, facoltoso avvocato e finanziere del Liechtenstein scomparso nel 2019, uno dei principali mecenati d’arte europei, affidò all’Albertina in comodato d’uso permanente la sua collezione di opere d’arte raccolte dagli anni ’60. Oggi la galleria intitolate a suo nome è visitata da oltre un milione di visitatori di tutto il mondo: non manca nessuna firma di prestigio tra gli artisti del periodo e a Picasso è dedicata un’intera sala con grandi opere. L’Albertina ha così cambiato pelle: in una sede separata non distante, in un edificio neoclassico dalla bianca facciata, l’Albertina Modern dedica 13 sale piano terra all’arte contemporanea, più una personale al piano sottostante dedicata a Daniel Hirst.

Albertina, Kandisnki 2
Albertina, Kandisnki 

Dopo aver ammirato le architetture nobili del centro di Vienna dalla terrazza dell’Albertina, a pochi passi sulla destra un ingresso poco appariscente porta al più recente dei musei artistici viennesi, aperto al pubblico nel 2022 e intitolato a una collezionista austriaca scomparsa da poco: la Heidi Horten Collection. Ospita su tre piani allestiti in maniera spettacolare con molto spazio aperto oltre 250 opere di maestri del Novecento e dell’arte contemporanea, comprese tutte le più grandi firme. La nuova mostra permanente da Klimt a Warhol mette insieme una selezione di capolavori del XX e XXI secolo: Klimt rappresenta Vienna intorno al ‘900, legato all’espressionismo tedesco, mentre Warhol rappresenta la Pop Art americana. Nel suo allestimento molto moderno con interni borghesi che riflettono le origini private della collezione, creando così un’atmosfera e un’ambientazione intima, si apprezza anche il surrealismo nelle opere di Magritte, il modernismo del dopoguerra nelle opere di Fontana e tanti esempi di arte figurativa. La mostra invita i visitatori a osservare, comparare, riflettere e discutere in un’associazione libera di idee con compiti sia educativi sia di ispirazione. In linea con l’approccio contemporaneo dell’istituzione, la selezione delle opere per questa nuova esposizione permanente è frutto di un’iniziativa partecipativa. Le opere esposte sono state, infatti, scelte in base alle preferenze espresse dai visitatori della mostra precedente, i cui voti hanno determinato l’attuale allestimento: una scelta che si potrebbe definire social.

Corona dal tesoro imperiale
Corona dal tesoro imperiale

Per chi non ha fatto indigestione d’arte e ha la fortuna di potersi fermare a Vienna qualche giorno in più, non mancano altri temi di visita del massimo interesse, tutti fruibili con il comodo Vienna Pass che forfettizza il costo degli ingressi a una sessantina di musei e attrazioni in tutta Vienna. I turisti italiani hanno una particolare predilezione per la storia della dinastia degli Asburgo, per molti secoli e fino al 1806, imperatori del Sacro Romano Impero: il Tesoro Imperiale con corone e scettri tempestati di pietre preziose, gli appartamenti abitati da Francesco Giuseppe, il Museo Sissi, aperto nel 1998 in occasione del centenario dell’assassinio di sua moglie, l’Imperatrice Elisabetta, la Scuola di Equitazione Spagnola con gli esercizi dei maestosi bianchi cavalli lipizzani, il Museo degli Strumenti Musicali antichi sono tutti raccolti all’interno Palazzo della Hofburg. Per evitare un affollamento eccessivo, le visite necessitano della prenotazione di un intervallo temporale. A poca distanza la Cripta dei Cappuccini conserva le tombe degli imperatori e dei membri della famiglia imperiale più prossimi: quella imponente di Maria Teresa, quella più semplice di Francesco Giuseppe, morto durante la prima guerra mondiale, quella sempre onorata di Massimiliano, sfortunato imperatore giustiziato in Messico, riportata via mare al porto di Trieste nel 1867 per essere qui sepolta.

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Museo dell’Esercito 

Chi ama la storia troverà interessante il Museo dell’Esercito, il principale museo militare austriaco, situato nell’antico arsenale militare. Espone armi, uniformi e reperti storici dalla tarda età medievale fino al XX secolo, con particolare attenzione alle guerre napoleoniche e alle due guerre mondiali. Il museo racconta la storia militare dell’Austria attraverso collezioni, diorami e documenti e cimeli unici, come l’automobile e la divisa insanguinata dell’erede al trono Francesco Ferdinando, quando fu ucciso a Sarajevo nel 1914, dando origine alla prima guerra mondiale e alla dissoluzione dell’Impero Asburgico. Ma, per gli italiani resta un prezioso cimelio, custodito in una piccola teca, il piatto appartenuto al sommergibile Pullino, a bordo del quale navigava il patriota Nazario Sauro, catturato e poi fucilato nel 1916.

Horden Collection
Horden Collection

Un po’ più discosto al centro, ma ben raggiungibile con linee di tram e autobus, Il Museo della Tecnica di Vienna è uno dei più grandi musei europei dedicati alla scienza e alla tecnologia e rivaleggia con il celebre Deutsches Museum di Monaco di Baviera e con il Leonardo da Vinci di Milano. Espone collezioni che spaziano dall’ingegneria industriale alla fisica, dalla chimica all’elettronica, illustrando lo sviluppo tecnologico dal XIX secolo a oggi. Tra i pezzi più interessanti figurano locomotive storiche, macchine tessili e strumenti scientifici d’epoca. Il museo offre anche laboratori interattivi e attività didattiche per studenti e famiglie in una struttura accessibile e moderna, che unisce conservazione storica e innovazione educativa rivolta ai bambini e ai giovani di tutte le età.

MAK
MAK

Infine il MAK, Museo di Arte Applicata in comoda posizione sul Ring, è il principale museo austriaco dedicato alle arti applicate e al design. La collezione comprende mobili, ceramiche, vetri, tessuti e oggetti di design dal Medioevo ai giorni nostri, con particolare attenzione al movimento secessionista viennese. Ospita anche mostre temporanee di arte contemporanea, moda e architettura. La sede storica, elegante e centrale, unisce architettura classica e spazi moderni espositivi e rappresenta un punto di riferimento per chi vuole comprendere l’evoluzione del design e dell’artigianato artistico in Austria e in Europa. Al momento alcune sale sono temporaneamente chiuse, ma è aperta al pubblico un’ampia esposizione dedicata al tema dell’acqua e alla questione del suo consumo sostenibile.

Albertina di sera
Albertina di sera

Info:
Ente Turismo Austriaco: www.austria.info/it/
Informazioni turistiche su Vienna: www.wien.info/it/

Horden Collection, Magritte
Horden Collection, Magritte

Testo/Leonardo Felician – Foto Cynthia Beccari


 

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