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Homepage > TURISMO > BENESSERE > Costa Azzurra, dove tutto è possibile
marzo 25, 2022  |  By Monica Guzzi In TURISMO

Costa Azzurra, dove tutto è possibile

APERTURA

Che cosa accomuna una promenade famosa, una villa greca, un giardino botanico e una cappella firmata da Matisse? Siamo in Costa Azzurra, dove in un fazzoletto di pochi chilometri arroccato fra le montagne e il mare è possibile trovare tutto questo. Una città policulturale come Nizza e una costellazione di borghi arroccati o affacciati sull’azzurro di splendide baie.

Nizza
Nizza

Nizza è anzitutto la Promenade des Anglais, dove si può correre, passeggiare, cimentarsi con lo skateboard o semplicemente fermarsi e godersi il mare su una delle tante sedie azzurre che sono diventate ormai il simbolo della città. Non è un caso se proprio a Nizza prese casa Matisse e se Chagall pensò di realizzare qui il suo museo. Il Musée National Marc Chagall è la più grande collezione pubblica di opere del pittore bielorusso: fu istituito dallo stesso artista alla metà degli anni Settanta per raccogliervi la produzione ad argomento biblico.
A Nizza visse fra il 1917 e il 1954, anno della suo morte, anche Henri Matisse: il suo museo trova spazio in una villa genovese del XVII secolo e ne racconta l’evoluzione artistica.
Da non perdere il Musée de la Photographie et de l’Image, nella piazza che a Nizza ospita il mercato dei fiori. Qui basta un gettone per mettersi in posa come divi davanti ai flash che hanno immortalato Brigitte Bardot e altre divine e portare a casa una fotografia firmata dall’Harcourt Studio Paris. Fino al 22 maggio c’è l’omonima mostra “L’art de la lumiére” con le immagini dei più grandi attori e artisti dal 1934 ad oggi.

FOTO 3

Mezz’ora di strada e si arriva a Vence, villaggio arroccato racchiuso fra mura medievali e dominato da una torre del XII secolo. Il museo ospita fino a giugnola mostra “Scenocosme-Empathie” firmata da Gregory Lassere e Anais Met Den Ancxt, che regala effetti scenografici suggestivi dandoci la possibilità di interagire con le pietre e con le piante, ricordandoci che siamo tutti un tassello dello stesso mondo. La piazza con i platani conserva una fontana da cui sgorga un’acqua dalle apprezzate virtù. Non a caso il borgo è pieno di fontane. E la Cattedrale, la più piccola di Francia, vanta l’ultimo mosaico realizzato da Chagall, all’età di 92 anni: “Mosè salvato dalle acque”, dove al posto delle onde bibliche ci sono quelle del Mediterraneo. Ma Vence è soprattutto la piccola Cappella del Rosario, dove Henri Matisse lavorò nei suoi ultimi anni di vita e che oggi rappresenta il suo testamento artistico e spirituale. Ricavata da un magazzino per le suore Domenicane, fu  realizzata dall’artista dopo che la sua infermiera e modella, Monique Bourgeois, decise di  farsi monaca. La cappella di Matisse è un’opera rivoluzionaria, composta da tre grandi pareti di ceramica e vetrate su cui spiccano solo tre colori: il verde, il giallo e il blu. Un inno alla vita, rappresentata dalla Vergine e il Bambino tra le rose, ma anche un duro percorso fino all’elevazione spirituale, come testimonia il dramma del Calvario e della Croce.

Villefranche
Villefranche

Molto intima e al tempo stesso moderna nel linguaggio la Cappella  St Pierre, realizzata nel 1957 da Jean Cocteau e offerta ai suoi amici pescatori in un altro  piccolo centro non lontano da Nizza, Villefranche-sur-Mer. La cittadina, affaccita su una baia, è famosa anche per la sua cittadella cinquecentesca, una fortezza eretta su ordine di Emanuele Filiberto nel 1557 a protezione dai numerosi attacchi marittimi. Interamente restaurata, oggi ospita il municipio, 4 musei, un centro congressi, un teatro e dei bei giardini. Ancora più antica è la Via Oscura: situata lungo la linea di fortificazioni lunga 130 metri, originariamente era scoperta e costituiva una sorta di percorso difensivo. Tra il XVI e il XVIII secolo fu coperta per ingrandire le case che si trovavano a rue du Poilu. Oltre ad essere un importante porto turistico,  Villefranche è stata un luogo di riprese cinematografiche privilegiato. Più di 150 film e telefilm sono stati girati qui. Tra questi il mitico “Mai dire mai” che vide il ritorno di Sean Connery nel rulo di James Bond nel 1983. Beaulieu-sur-Mer propone una curiosità, la singolare Villa Kérylos, ricostruzione di una nobiliare dimora della Grecia classica. Fu costruita tra il 1902 e il 1908 dall’architetto Emmanuel Pontremoli per Théodore Reinach, archeologo mecenate, sul modello delle case nobili del II secolo a.C.dell’isola di Delo. Aperta alle visite, offre un percorso immersivo che mescola con raffinatezza il lusso della Grecia antica al comfort moderno.

Eze
Eze

Ma la vera scoperta è Eze. Approdare al suo giardino botanic esotico ricco di sculture, inondato dal sole e a picco sul mare, ha il potere spirituale di una piccola ascensione. Un villaggio che per la sua bellezza ieri richiamò Nietzsche e oggi Bono Vox e il figlio di John Lennon.
E poi c’è la cucina. Quella nizzarda è un mondo a sé rispetto alla cucina francese, con tanto di protocollo e certificazione.  Tra i piatti più noti, da gustare da “Acchiardo”, famiglia di origini italiane diventata famosa per la sua cucina nel cuore di Nizza, la doube nizzarda, uno stufato molto particolare; la socca, una specie di farinata in cui l’ingrediente principale è, come nella panisse, la farina di ceci; la cosiddetta merda de can, nome da burla per definire gli gnocchi, e la famosa insalata nizzarda, nota in tutto il mondo, composta da tonno, acciughe, misticanza, cipollotto, uova sode, misticanza, rapanelli e pomodori. Molti i piatti di mare della tradizionale cucina nizzarda: si possono gustare da Lou Bantry a Villefranche-sur-Mer.

Cucina
Cucina
Eze
Eze

Tra i diversi motivi per cui tornare dopo un primo giro c’è il Carnevale, con le sfilate a tema e la famosa Battaglia dei Fiori. E’ il terzo carnevale al mondo, dopo Rio e Venezia.
E poi lo shopping. A Nizza si può acquistare di tutto. Spiccano gli oggetti d’arte, i profumi (è possibile prendere parte a laboratori per turisti offerti dalle marche più famose a Nizza e nei paesi vicini), i saponi e la lavanda, le famose erbe provenzali con le quali insaporire il cibo, e poi dolci e formaggi, in vendita anche al mercato dei fiori.

Ristorante Acchiardo
Ristorante Acchiardo

www.france.fr
www.explorenicecotedazur.com

Testo/Monica Guzzi


 

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