Visitare Amiens significa scoprire una città che ha saputo integrarsi armoniosamente con la natura, che celebra il proprio passato senza negare il presente, che offre tranquillità senza sacrificare la bellezza. I colori verdi e blu che caratterizzano questa città non sono meri aggettivi descrittivi, bensì l’espressione essenziale di un’identità storica e paesaggistica che merita di essere lentamente e consapevolmente scoperta.

Una città con due colori
Verde e blu sono i colori che si addicono ad Amiens, cittadina del Nord della Francia, con poco più di centomila abitanti, capoluogo del dipartimento della Somme, dove furono combattute sanguinose battaglie durante la Prima Guerra Mondiale. Questi due colori non sono scelti a caso: rappresentano l’essenza di una destinazione che incanta il viaggiatore attento, raccontando una storia millenaria fatta di natura, commercio prospero, memoria e bellezza architettonica. Il verde pervade la città con una generosità sorprendente per un centro urbano di queste dimensioni, mentre il blu richiama sia il cielo che riflette sulle acque del fiume Somma, sia la ricchezza medievale costruita su una pianta dalle proprietà straordinarie: la guède, conosciuta nel dialetto locale come waide, che rese Amiens una delle città più prospere del Medioevo europeo.

Scoprire Amiens significa abbandonare la fretta e lasciarsi guidare dal ritmo lento di una città confortevole, dove i grandi monumenti convivono pacificamente con spazi verdi diffusi, rivoli e corsi d’acqua che si snodano tra le strade, giardini aperti al pubblico che invitano alla sosta contemplativa. È una destinazione ideale per chi cerca il fascino della Francia senza l’affollamento di Parigi, mantenendo però il rigore storico e l’eleganza artistica che caratterizza il patrimonio francese. Questa città merita di essere scoperta lentamente, a piedi nel centro storico, in barca a motore elettrico sugli Hortillonnages, passeggiando nel cimitero-giardino, e godendo della quiete che il turismo non ancora di massa ha imparato ad apprezzare nella Francia settentrionale.

Destinazione facile da raggiungere
Pur non essendo vicina, Amiens ha una posizione geografica comoda per i viaggiatori italiani. Situata nel nord della Francia, nel cuore della Piccardia storica, a soli cinquanta chilometri dall’aeroporto di Beauvais e a poco più di un’ora di treno da Parigi, la città è facilmente accessibile. La via più pratica è rappresentata dai voli Ryanair che collegano numerosi scali italiani direttamente con l’aeroporto di Paris-Beauvais. Da qui in meno di un’ora si raggiunge Amiens con navette dedicate e una linea ferroviaria diretta per la stazione centrale, senza contare che l’aeroporto è a misura d’uomo e non enorme come Roissy-Charles de Gaulle.

Questa vicinanza a Beauvais rende Amiens una scelta eccellente per chi arriva in aereo e non vuole affrontare il caos della capitale francese. La città diventa naturalmente il primo punto di contatto con la Francia per molti turisti italiani, un luogo, dove fermarsi uno, due, tre giorni prima di proseguire verso Parigi, o come parte di un itinerario più ampio che include la Normandia con i suoi ricordi dei pittori impressionisti, il Belgio per chi continua verso nord, o la Vallata della Somme per gli appassionati di turismo della memoria della Grande Guerra. Una volta a destinazione, Amiens si rivela una città facilmente visitabile a piedi con un centro storico di dimensioni contenute. Qui si concentrano le principali attrazioni e c’è un altro vantaggio pratico che attira le famiglie: il sabato, tutti gli autobus urbani di Amiens sono gratuiti, un’agevolazione che favorisce l’esplorazione dei quartieri periferici e dei parchi più distanti dal centro, come lo zoo, senza gravare sul bilancio dei turisti.

Il verde domina lo spazio urbano
Amiens non è una città dove il verde è un’aggiunta marginale al tessuto urbano: piuttosto è un elemento costitutivo, quasi sistema viario parallelo a quello stradale. Ovunque il visitatore si giri, trova spazi aperti, giardini pubblici, alberi centenari, corsi d’acqua, un impianto che risale già al Medioevo, come nel caso del giardino dell’Arcivescovado, situato immediatamente all’ombra della celeberrima cattedrale gotica, la più grande di Francia. Questo giardino è un capolavoro del paesaggismo medievale trasformato in oasi urbana moderna: originariamente giardino privato dell’arcivescovo, oggi i suoi viali alberati invitano a una passeggiata contemplativa, mentre si ammira lo skyline della cattedrale che emerge tra il fogliame.

A pochi minuti di cammino si trova il Jardin des Plantes, strutturato secondo i criteri originali di impianto medievale, ma arricchito dalle aggiunte ottocentesche della tecnologia del ferro battuto, visibile nelle serre che contengono collezioni botaniche rare. Questo giardino è al tempo stesso un luogo di educazione e di piacere estetico: le aiuole sono organizzate per specie, si possono scoprire piante alimentari, medicinali e velenose coltivate con perizia botanica e ammirare le serre che risalgono all’epoca di Gustave Eiffel.

L’Oro Blu del Medioevo
Per comprendere veramente Amiens, occorre conoscere la storia della guède, la pianta dalle proprietà tintorie che trasformò questa città in una delle potenze economiche del Medioevo europeo. Nel dialetto piccardo locale, questa pianta è conosciuta come waide, un nome che risuona ancora negli scritti antichi. L’Isatis tinctoria è una pianta di modeste dimensioni che produce foglie dalle quali con un complicato processo di macerazione si ricavava un colorante blu per le stoffe di straordinaria qualità e stabilità. Nel Medioevo, quando i coloranti sintetici non esistevano ancora, possedere il segreto della produzione e della commercializzazione della tintura blu equivaleva a possedere una miniera d’oro. Amiens divenne così il fulcro di questo commercio dal tredicesimo al quindicesimo secolo. Approfittando della posizione strategica della città e della disponibilità di terreni fertili circostanti, i mercanti locali coltivavano la guède su vasta scala. Le foglie venivano trasformate in polvere, poi condensate in palle compatte chiamate cocagne, che potevano essere trasportate facilmente via terra e via mare verso i grandi centri tessili europei. Una singola palla di guède poteva valere il prezzo di una casa.

I mercanti di Amiens diventarono così ricchi da dominare i flussi commerciali verso le Fiandre, finanziare la costruzione della più grande cattedrale di Francia e costruire lussuose dimore e palazzi nel centro storico. Questo processo di accumulazione di ricchezza attraverso il commercio della guède conferì ad Amiens uno straordinario sviluppo economico. La città fu soprannominata la città dell’oro blu, appellativo che non era solo una metafora retorica, ma la radice stessa della prosperità economica. Oggi questa memoria persiste non soltanto nei testi di storia medievale, ma nei nomi di strade, nel ricordo vivo di mercanti e famiglie storiche, nel fatto che le celebrazioni cittadine spesso richiamano questa eredità. Sfortunatamente nell’epoca dei grandi viaggi via mare dopo Cristoforo Colombo, una tintura equivalente fu ricavata dalle piante d’indaco (Indigofera tinctoria) che crescono in climi subtropicali, ad es. in India e che producono lo stesso pigmento blu, ma in concentrazioni enormemente superiori, richiedendo perciò una quantità di foglie molto minore: questa fu la fine della ricchezza e dell’importanza della città nello scenario industriale e commerciale europeo.

Orticoltura urbana sull’acqua
Una delle esperienze più caratteristiche di Amiens è la visita agli Hortillonnages, un complesso di circa trecento ettari di terreni coltivati e gestiti secondo metodi che risalgono al Medioevo, distribuiti su una trama di canali e isolette del fiume Somme. Il nome deriva dal francese hortillon, cioè ortolano, e designa precisamente il metodo di coltivazione su piccoli appezzamenti di terreno separati da corsi d’acqua.
Gli Hortillonnages sono una creazione dell’ingegneria medievale e rinascimentale. Gli ortolani locali, i cui nomi sono spesso presenti negli archivi cittadini, svilupparono nel corso dei secoli un sistema di coltivazione a livelli diversi che sfruttava le proprietà del terreno alluvionale del fiume e la disponibilità di acqua dolce. Ogni ortolano possedeva un piccolo appezzamento, dove coltivava verdure, frutta e fiori secondo il ciclo stagionale. Il sistema dei canali permetteva l’irrigazione naturale, il trasporto delle merci in barca piatta, il prelievo dell’acqua per i mulini.

Passeggiare oggi tra gli Hortillonnages, a piedi sugli argini o in barca a motore su canali dedicati, significa tornare indietro di centinaia di anni e comprendere come l’uomo potesse organizzare lo spazio agricolo in un ambiente fluviale senza distruggere l’ecosistema, anzi creando un’armonia tra la coltivazione umana e la natura acquatica. Le barche utilizzate per navigare sono prevalentemente barche elettriche, in ossequio alla sostenibilità ambientale, permettendo un’esperienza silenziosa e non invasiva di questo ecosistema delicato.

L’arte in scena al Festival Internazionale dei Giardini
Proprio negli Hortillonnages si svolge il Festival Internazionale dei Giardini, un evento giunto quest’anno alla diciassettesima edizione che trasforma questo paesaggio già straordinario in una galleria di arte contemporanea all’aperto. Il festival si protrae da fine maggio fino a inizio ottobre e lo rende una destinazione privilegiata per chi visita Amiens durante i mesi estivi e autunnali. Durante il festival, paesaggisti, architetti di giardini, e artisti specializzati in installazioni ambientali provenienti da tutto il mondo sono invitati a creare installazioni temporanee su piccole isolette e lungo i sentieri. Ogni anno il festival propone tra quaranta e cinquanta installazioni diverse, ciascuna rappresentante un’interpretazione personale del tema annuale. Nel passato, i temi hanno riguardato l’acqua, la sostenibilità, il dinamismo, la metamorfosi, il simbolismo dei colori.

Visitare il festival significa immergersi in un’esperienza sintetica che combina arte contemporanea, paesaggismo tradizionale, e consapevolezza ambientale. Un percorso suggerito permette di scoprire le installazioni nell’ordine ideato dai curatori, una passeggiata che richiede circa due ore e mezzo tra camminamenti su terra e brevi navigazioni in barca. Molti visitatori scelgono di passare un’intera giornata agli Hortillonnages durante il festival, fermandosi in uno dei piccoli chioschi per mangiare un pasto leggero, sedendosi su panchine sistemate strategicamente, contemplando l’interazione tra l’arte umana e il ciclo naturale della stagione. Il Festival Internazionale dei Giardini è stato ideato e sviluppato da Gilbert Fillinger, una figura centrale nel panorama culturale di Amiens degli ultimi decenni, perché ha dedicato una parte sostanziale della sua vita a immaginare, progettare, realizzare e far crescere questa manifestazione, trasformandola da progetto locale in un evento di rilevanza internazionale che attrae visitatori da tutta Europa e persino da oltreoceano. La sua visione ha permesso di coniugare il rispetto per un ecosistema fragile con l’ambizione di far conoscere la creatività contemporanea.

La Cattedrale di Notre-Dame
Nessuna visita di Amiens si può concludere senza la Cattedrale di Notre-Dame, uno dei monumenti gotici più straordinari non solo della Francia, ma dell’intera Europa. È stata costruita a partire dal 1220 e ha richiesto soltanto 68 anni di lavoro per essere completata, un’impresa straordinaria considerando le tecnologie disponibili all’epoca. Proprio a causa di quest’arco temporale molto breve rispetto ad altre costruzioni, come ad esempio il duomo di Milano che ha impiegato sei secoli, la cattedrale presenta un’unità stilistica notevole, testimonianza dell’abilità dei maestri costruttori che si succedettero nel cantiere. Ciò che impressiona innanzitutto sono le sue dimensioni: è la più grande cattedrale gotica della Francia in termini di volume interno, con circa 200.000 metri cubi di spazio, il doppio di Notre-Dame di Parigi. Possiede una navata centrale di 42 metri e mezzo di altezza, superata come altezza solo dalla cattedrale incompiuta di Beauvais. La lunghezza totale raggiunge i 145 metri, e la superficie coperta supera i 6.700 metri quadrati. Questi numeri astratti diventano concreti quando il visitatore entra nella navata e sente il senso d’infinito generato dalle volte così alte, dalle proporzioni così armoniose, dal gioco di luce che filtra dalle vetrate. Il rosone, immancabile in una chiesa gotica, è una finestra di tredici metri di diametro, una dimensione pari al diametro di una pista da circo, che permette alla luce di inondare la navata con una drammaticità straordinaria.

Al centro della navata principale si trova un elemento curioso: un labirinto pavimentale, un disegno geometrico complesso inciso nella pietra, che nel Medioevo rappresentava un percorso simbolico di purificazione spirituale esoterica. Nel suo punto centrale di arrivo si trova una pietra con incisi i nomi dei vescovi e degli architetti che hanno costruito la chiesa, un atto di umiltà professionale che permette ai posteri di conoscere i responsabili di quest’opera colossale. Per il suo valore storico eccezionale, la pietra originale con nomi e date è conservata oggi nel museo della Piccardia. La facciata della cattedrale è un capolavoro di scultura gotica, con 705 statue che la decorano, create nel corso dei secoli successivi alla fondazione. Ogni statua è parlante, nel senso medievale del termine: rappresenta una storia, comunica un messaggio, insegna una lezione dottrinale. Nel Medioevo, tutte le statue della facciata erano colorate: i rossi, i blu da guède, gli ori, gli azzurri si rifrangevano nella luce del sole settentrionale. La perdita di queste policromie ha privato l’esperienza sensoriale integrale, sebbene gli studiosi stiano progressivamente ricostruendo quale fosse l’aspetto originale della cattedrale quando brulicava di colori.

Un suggerimento per chi ha tempo e gambe: salire in cima alle torri della cattedrale, il cui accesso con prenotazione è gestito da Monuments Nationaux. La fatica è ricompensata da un panorama straordinario su tutta la città e sulla complessa architettura di guglie, archi rampanti, contrafforti e gargoyles della costruzione stessa. La cattedrale, riconosciuta come patrimonio mondiale dell’UNESCO per la perfezione della sua architettura e delle sue sculture, è stata costruita nel 1220 e ha dunque recentemente celebrato in grande pompa gli 800 anni della sua esistenza.

Un cimitero da visitare
A breve distanza dal centro storico si trova il cimitero della Madeleine, a prima vista una destinazione insolita per un turista: rappresenta, però una testimonianza straordinaria di come la morte sia stata integrata nel tessuto urbano con grazia e bellezza. Non è un cimitero nel senso tetro e claustrofobico di molte necropoli europee, ma una sorta di parco pubblico, dove i vivi camminano tra le tombe e la natura verdeggiante. Le costruzioni del cimitero raccontano la storia della comunità dal diciannovesimo secolo in poi. La maggior parte sono monumenti neogotici o art déco, un’architettura funeraria che riflette gli stili dominanti nei periodi della loro costruzione. Molte tombe presentano sculture di notevole qualità artistica, realizzate da maestri artigiani che consideravano la morte come una transizione degna di essere celebrata mediante forme belle e proporzionate. La tomba più illustre e più visitata del cimitero è di Jules Verne, lo scrittore nato a Nantes che si trasferì ad Amiens, vi si sposò e partecipò attivamente alla vita cittadina. Dal 1905, anno della sua morte, il suo sepolcro semplice e commovente è un luogo che attrae visitatori da tutto il mondo, lettori che desiderano rendere omaggio a uno dei padri dei romanzi d’avventura. La presenza di Verne ad Amiens è così importante per l’identità cittadina che la città ospita una casa-museo dedicata alla sua vita e alle sue opere e un pecorso che si snoda agttraverso tutto il centro cittadino e porta il nome di Arronax, il protagonista di Ventimila leghe sotto i mari.

A passeggio nello Zoo
Per le famiglie e per chi viaggia con bambini, lo zoo di Amiens rappresenta una destinazione obbligata. Situato a poca distanza dal centro città, ma facilmente raggiungibile con autobus urbani, gratuiti il sabato, occupa un’area estesa di notevoli proporzioni, con spazi ampi dedicati ai vari habitat, secondo i criteri contemporanei di benessere animale che favoriscono lo spazio rispetto alla densità.

Lo zoo non è una gabbia di cemento, dove gli animali vegetano in cattività: è un parco verde dove le specie sono ospitate in ambienti che cercano di replicare i loro habitat naturali. Le aree ricreative sono curate meticolosamente, gli spazi sono vasti, le strutture sono moderne dal punto di vista del design e della sicurezza. E’ uno zoo molto didattico, con pannelli informativi che educano i bambini sulla biologia, l’etologia e la conservazione delle specie. Una recente acquisizione ha entusiasmato la comunità locale: avendo deciso di rinunciare ai propri elefanti, non potendo garantire a essi l’habitat che avrebbero meritato, lo zoo si è procurato due giraffe di straordinaria bellezza, animali immediatamente adottati dal pubblico e dalla comunità locale. Le giraffe sono diventate così ambasciatrici della città stessa, rappresentando la capacità di Amiens di ospitare bellezza e meraviglia anche nell’ambiente urbano contemporaneo. Lo zoo ospita inoltre una ricca collezione di altre specie: uccelli di vari continenti, felini, primati, rettili. La varietà biologica è studiata per educare i visitatori sulla ricchezza ecosistemica del pianeta.

Informazioni pratiche per la visita
Il sito ufficiale dell’Ente per il Turismo Francese (www.france.fr/it/) fornisce informazioni dettagliate su tutte le destinazioni francesi, con approfondimenti su Amiens e la regione della Piccardia, suggerimenti d’itinerari e contatti con le organizzazioni locali.
Il sito ufficiale dell’Ufficio Turistico di Amiens (www.amiens-tourisme.com), sempre aperto in piazza della cattedrale, è la fonte primaria per informazioni specifiche sulla città: orari di apertura dei principali monumenti, eventi in programma, scelte di alloggio, ristoranti consigliati, visite guidate organizzate, informazioni sulla mobilità urbana, e molti dettagli pratici.
Il sito ufficiale di Monuments Nationaux (www.monuments-nationaux.fr/), benemerita istituzione che cura la visita di gran parte dei grandi monumenti in tutta la Francia, contiene le informazioni per organizzare la salita a numero chiuso sulle torri della cattedrale di Amiens.
Testo e foto/Leonardo Felician
