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Homepage > TURISMO > ATTUALITA’ > Seconda edizione del Mercato dell'arte al Trullo, creatività e cultura popolare tra banchi della frutta
ottobre 14, 2026  |  By Maurizio Ceccaioni In ATTUALITA’, EVENTI

Seconda edizione del Mercato dell’arte al Trullo, creatività e cultura popolare tra banchi della frutta

1-Apertura

Dal 28 settembre al 23 ottobre 2026, dal lunedì al sabato con orario 10–14, presso il mercato rionale comunale del quartiere popolare del Trullo sarà visitabile la seconda edizione de Il Mercato dell’Arte, un progetto di residenza e produzione artistica dove i box inattivi del mercato sono trasformati in atelier temporanei, portando l’arte contemporanea fuori dagli spazi tradizionalmente deputati alla cultura e dentro la vita quotidiana di uno dei quartieri più identitari della Capitale. La dimensione partecipativa che segna la seconda edizione de Il Mercato dell’Arte, è il superamento del confine tra chi crea e chi osserva perché, da luogo di socializzazione e commercio il mercato diventa anche una fucina di creatività, dove assistere dal vivo alla nascita di un’opera alla quale si è contribuito a dare forma. Cioè, dove gli atelier da spazi chiusi di produzione diventano luoghi aperti di relazione, nei quali il processo creativo si costruisce nel confronto quotidiano con chi abita e attraversa il Trullo.
Sono state oltre 30 le candidature di artisti nazionali e internazionali arrivate per la partecipazione a questa seconda edizione.

Mercato del Trullo (Ph. Emidio Vallorani)
Mercato del Trullo (Ph. Emidio Vallorani)

Tra queste sono stati selezionati i quattro soggetti artistici che realizzeranno le loro opere: il collettivo Divisoperzero, con il progetto “Trovatelli”; Mario D’Amico con “La poesia nel cassetto”; Maya Parvanova con “L’eco del mercato”; il duo formato da Francesca Villa e Francesco Picciotti, con “Mappe della memoria”. Quattro progetti differenti per linguaggi e tecniche, ma accomunati dalla volontà di lavorare con il patrimonio materiale e immateriale del quartiere. Infatti, fino al 24 ottobre saranno gli abituali frequentatori del mercato, abitanti, commercianti, famiglie a diventare parte della creazione artistica. I frequentatori del mercato sono stati invitati ad essere parte integrante nella realizzazione dei quattro progetti, che prenderanno forma giorno dopo giorno tra i banchi del mercato. Loro potranno entrare negli atelier durante la lavorazione, per portare oggetti, poesie recuperate e ricordi; lasciare la propria impronta nell’argilla, raccontarsi e farsi ritrarre. Volti, oggetti dimenticati, scritti nascosti nei cassetti, impronte: piccoli gesti individuali che assieme all’opera degli artisti daranno vita a queste quattro opere collettive.
Ogni atelier diventa così un cuore pulsante all’interno del mercato, dove le opere prendono vita grazie alla stessa presenza di chi vive quotidianamente questi spazi, trasformando un normale luogo di passaggio in un centro di produzione culturale dal basso. La presentazione pubblica delle opere si terrà il 24 ottobre 2026 alle ore 18, ovviamente con ingresso gratuito e prenotazione su  Roma Borgata Festival.

Il Banco Molecole al Mercato dell'Arte 2026 (Ph.Francesca Vangieri)
Il Banco Molecole al Mercato dell’Arte 2026 (Ph.Francesca Vangieri)

«Il Mercato dell’Arte nasce dal desiderio di risignificare i luoghi del vivere comune, trasformando spazi vuoti, come i box in disuso dei mercati rionali, in luoghi di ricerca unici e non convenzionali, carichi di identità rinnovata dal linguaggio artistico» ha precisato Alessandra Muschella. «Gli artisti selezionati per questa seconda edizione non sono semplici ospiti del mercato del Trullo, ma attivatori del luogo, che attraverso l’interazione quotidiana con i commercianti e gli abitanti del quartiere daranno vita a opere site-specific capaci di raccontare una delle borgate più iconiche di Roma. Sostenere queste residenze è un modo per valorizzare in maniera dinamica e innovativa gli spazi pubblici, attraverso un approccio partecipato che coinvolge la comunità, creando un ponte tra l’arte contemporanea e la vita quotidiana del quartiere» ha infine chiosato la direttrice artistica.
“Il Mercato dell’Arte” è un progetto vincitore dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno”, presentato dall’Associazione Socioculturale Attività Polivalente di Quartiere (Asapq). Si tratta di un maxi-bando biennale promosso da Roma Capitale per il periodo 2025-2026, con l’intento di destagionalizzare l’offerta e diffondere la programmazione culturale in tutta la città e specie nelleperiferie.  Promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura (società partecipata al 100% da Roma Capitale) e con il patrocinio del Municipio Roma XI Arvalia Portuense, Il Mercato dell’Arte nasce da un’idea di Alessandra Muschella, che ne cura anche la direzione artistica. È stato realizzato in partnership con Roma Borgata Festival – festival diffuso delle borgate e periferie romane – e HF4, agenzia di comunicazione impegnata nel mondo della cultura e della sostenibilità.

Maya Parvanova al Mercato dell'Arte 2026 (Ph. Francesca Vangieri)
Maya Parvanova al Mercato dell’Arte 2026 (Ph. Francesca Vangieri)

Chi sono i quattro soggetti artistici selezionati
Divisoperzero, compagnia di teatro di figura fondata nel 2013 da Francesca Villa e Francesco Picciotti, presenterà “Trovatelli”, chiedendo la collaborazione di banchisti, clienti e passanti per consegnare loro oggetti comuni inutilizzati o destinati alla pattumiera, come penne, ritagli di stoffa, barattoli e piccoli materiali recuperati, che nelle loro mani diventano materia prime per sculture nate dalla collaborazione anche di nuovi e forse inattesi frequentatori del mercato. La realizzazione dell’opera avverrà sotto gli occhi del pubblico, trasformando il riciclo in un esercizio collettivo di immaginazione e invitando a guardare ciò che abbiamo intorno oltre la funzione che gli abbiamo attribuito.
Mario D’Amico, fondatore dei “Pittori Anonimi del Trullo” (Pat), con “La poesia nel cassetto”, indaga e fa emergere la memoria più recondita del quartiere e l’invito rivolto agli abitanti è di aprire cassetti, bauli e cantine, per cercare le poesie dei nonni e dei genitori o quelle scritte personalmente e mai mostrate, per portarle al “box della poesia”. I testi selezionati e raccolti saranno editati e impressi su mattonelle destinate ad animare i muri del Trullo, come parole private che dalle case entrare nello spazio pubblico.
Maya Parvanova (Phi Ceramic Studio), lavora su una delle prime espressioni artistiche dell’Uomo: l’impronta della mano su un supporto morbido. Un gesto naturale ed elementare che viene richiesto ai visitatori del suo atelier, come punto di partenza di “Impronte”. Segni distintivi di un dito, una mano o il palmo, impressi nell’argilla morbida di vasi e oggetti realizzati per l’occasione, che conserveranno le tracce delle persone incontrate lì, presenze individuali che, messe una accanto all’altra, entreranno a far parte di una forma comune di socialità artistica.
Molecole, collettivo fondato a Roma nel 2020 da Gaia Flamigni e Virginia Volpe, presenterà “Ecosistema Mercato”, cioè questo luogo d’incontro e commercio visto come un vero microcosmo, dove prodotti, venditori e clienti diventeranno i soggetti di un grande ritratto collettivo, realizzato attraverso disegni, pitture e schizzi. Anche in questo caso il box sarà insieme atelier, laboratorio, luogo d’incontro e spazio espositivo, facendo coincidere progressivamente la vita del mercato con la materia stessa dell’opera.

Il box di Mario D'Amico al Mercato dell'Arte 2026 (Ph. Francesca Vangieri)
Il box di Mario D’Amico al Mercato dell’Arte 2026 (Ph. Francesca Vangieri)

Un po’ di storia del Trullo
Il quartiere del Trullo si trova nella zona sud-ovest di Roma, in una vallata compresa tra via Portuense e via della Magliana (Municipio Roma XI), non distante dall’argine destro del fiume Tevere. Si tratta, in origine, di una delle storiche “borgate della periferia” romana, oggetto di studi socio-antropologici e di sociologia urbana dalla seconda metà del XX secolo. Non distante si trova il cosiddetto “Serpentone di Corviale”, un complesso abitativo di edilizia popolare a blocco unico realizzato tra il 1975 e il 1982 dallo Iacp (Istituto Autonomo Case Popolari), che con i suoi 986 metri di lunghezza e i circa 6000 abitanti è tra i più imponenti edificio residenziale al mondo. L’origine del toponimo deriverebbe dal Trullo dei Massimi (detto anche Torraccio), un antico mausoleo romano datato I secolo a.C. oggi in rovina, dalla caratteristica forma tondeggiante e originariamente coperto da una volta a cupola schiacciata. Infatti la parola trullum (o trullus) per i romani indicava una struttura architettonica di questo tipo.
L’urgenza delle nuove case cominciò seriamente ad essere un problema durante il periodo fascista, specie dopo la firma del cosiddetto “Patto d’Acciaio” nel giugno 1939 e l’entrare in guerra del nostro Paese al fianco della Germania Nazista, quando migliaia di persone che lavoravano all’estero furono costrette al rientro repentino in Italia. Tante famiglie di emigrati che, prima di tutto, avevano necessità di case. A Roma furono realizzate rapidamente dodici borgate in aree fori città, in quella che allora era la campagna dell’Agro Romano. Tra queste, la “Borgata Costanzo Ciano”, come fu denominato inizialmente questo nuovo quartiere di edilizia popolare, intitolata all’ammiraglio della Regia Marina morto nel 1939, che fu ministro del governo fascista e consuocero del Duce, essendo il padre di Galeazzo Ciano, marito della figlia di Mussolini, Edda, poi fucilato per alto tradimento l’11 gennaio 1944.

Trullo chiesa S. Raffaele Arcangelo (Ph. Pufui PcPifpef-lic. Creative Commons)
Trullo chiesa S. Raffaele Arcangelo (Ph. Pufui PcPifpef-lic. Creative Commons)

I primi edifici del Trullo furono realizzati in poco tempo su un terreno alluvionale accanto al Tevere, bonificato dal 1917 dall’imprenditore Gaetano Maccaferri, per realizzarvi una fabbrica di forniture belliche per l’esercito durante la Prima Guerra Mondiale. Nel 1940 si insediarono nei primi complessi abitativi progettati dagli architetti Giuseppe Nicolosi e Roberto Nicolini i primi nuclei familiari, seguiti anche da quelli di ceti popolari popolazione sradicati dal centro storico, per la realizzazione dei grandi sventramenti urbanistici, come quelli che portarono alla realizzazione di Via dei Fori Imperiali e Via della Conciliazione.
Dopo il fascismo cambia nome in Borgata Duca d’Aosta e con la nascita della Repubblica, si chiamò Borgata del Trullo. Con il “boom economico” degli anni 50 e 60, affluirono a Roma dalle campagne e da altre regioni migliaia di persone in cerca di lavoro, contribuendo spesso abusivamente alla crescita edilizia di borgate come il Trullo. Dopo l’associazionismo degli anni 70-80 che consolidò il tessuto sociale del quartiere, il nuovo millennio portò alla sua rinascita grazie ai movimenti artistici e culturali nati in quel periodo, con la nascita del “Collettivo dei poeti anonimi” e la comparsa sui muri delle case dei primi versi in rima dedicati alla rabbia e al riscatto sociale. Con i “Pittori Anonimi del Trullo” (Pat) fondati da Mario D’Amico, che iniziarono a coprire scritte e degrado con interventi notturni di vernice colorata su scalinate, muretti e palazzine popolari, arrivarono anche artisti da ogni parte del mondo.

Street-Art-01Trullo-7 (visitlazio.com)
Street-Art-01Trullo-7 (visitlazio.com)

Nell’ottobre 2015, grazie ai “Poeti der Trullo”, i “Pittori Anonimi” e lo street artist italiano di fama internazionale Solo (pseudonimo di Flavio Carbonaro), fu organizzata la terza edizione del Festival Internazionale della Poesia di Strada, dedicato al tema dei “Viandanti”.
Oggi il Trullo, come altre delle 12 ex borgate nate sotto il fascismo, grazie ai murales di noti street artist che ne hanno trasformato le facciate di case e palazzi, le strade si sono trasformate in un museo diffuso in evoluzione e polo d’attrazione turistica con visite guidate.
Le opere nate durante le settimane di residenza per Il Mercato dell’Arte saranno poi messe a disposizione degli spazi condivisi del quartiere, diventando parte integrante e visibile del patrimonio della comunità del Trullo.
www.visitlazio.com.

Dove: Mercato rionale comunale del Trullo, Via del Trullo 297, Roma.
Quando: 28 settembre – 23 ottobre 2026, dal lunedì al sabato con orario 10–14.
Come arrivare coi mezzi pubblici: Bus 228, 719, 771, 775, C7; Treno FL1, FC2, FL5

Il murale si trova in Via Portuense 697, a Roma. È una delle opere realizzate nella borgata del Trullo dallo street artist Solo in collaborazione con il collettivo “Poeti der Trullo”.

Testo e immagine d’apertura/Maurizio Ceccaioni – La foto“Street-Art-01Trullo”, è presa dal sito per il turismo Regione Lazio.


 

 

 

 

 

 

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