Grande quasi tre volte l’Italia, ma con una popolazione di soli due milioni di abitanti e una delle più basse densità africane, appena 2,4, la Namibia è tagliata dal Tropico del Capricorno e presenta in senso longitudinale lungo i 1.300 km di costa atlantica l’arido deserto del Namib, mentre all’interno è caratterizzata da altopiani con savana arbustiva ed erbacea alti 1.000-1.500 m che degradano verso sud-est per smorzarsi nella piana desertica del Kalahari. La fredda corrente del Benguela che bagna le sue coste proveniente dall’Antartide portando con sé otarie e balene provoca una marcata escursione termica stagionale e giornaliera, con fitte nebbie mattutine benefiche per flora e fauna ma temibili per i naviganti. Abitata in origine da boscimani, attorno al Mille ha subito migrazioni di popolazioni bantu come Ovambo, Kavango e Herero; i primi europei a sbarcarvi erano portoghesi, ma furono i tedeschi a farne un protettorato dal 1884 con il nome di Africa di Sud-Ovest. Dopo la prima guerra mondiale fu affidata in mandato al Sudafrica, che la occupò fino all’indipendenza conseguita nel 1990 dopo una lunga guerriglia che pose anche fine al regime di apartheid. Il suolo cela enormi risorse minerarie: occupa l’8° posto al mondo per la produzione di diamanti (il 1° però per qualità) e il 6° per l’uranio.

L’itinerario proposto da I Viaggi di Giorgio parte da Windhoek, spettacolare capitale dal fascino europeo, che conserva ancora atmosfere da cittadina tedesca, per poi raggiungere i parchi naturali tra i più belli del pianeta. Si soggiorna in lodge per il safari notturno al Parco Otjiwa, per poi spostarsi al parco Etosha, uno dei più grandi e celebri del continente, dove si contano 114 specie di mammiferi. Molte di queste sono rare e a rischio di estinzione, come il rinoceronte nero, il ghepardo e l’impala dal muso nero. Insomma,una terra primordiale capace di offrire i più diversi scenari, un autentico concentrato dei mille aspetti del Continente Nero, dove le notti risuonano delle mille voci della savana.

Lasciata la costa, ci si addentra nella selvaggia e montuosa regione del Damaraland per bearsi con le espressive pitture rupestri boscimane di Twyfelfontein, vecchie di 14 mila anni, e visitare la foresta pietrificata, e dove, si può entrare in contatto con la tribù (popolazione locale) degli Himba, uno degli ultimi popoli nomadi rimasti fermi alla preistoria, le cui donne vestite di pelli hanno il corpo spalmato di argilla rossa, non solo per ragioni estetiche e tradizionali, ma, soprattutto per proteggersi dal sole. Si arriva al mare per ammirare, a Cape Cross, nella Costa degli Scheletri, una colonia di 80 mila otarie sguazzanti nelle gelide acque oceaniche, una delle più grandi al mondo, per proseguire per Swakopmund, principale meta vacanziera marina per i namibiani.

L’enorme deserto del Namib è comunemente considerato il deserto più antico del mondo: conta 43 milioni di anni. Tutta la parte occidentale costiera della Namibia è costituita dal deserto di ghiaia e dune che vanno, oltre i confini della Namibia, in Angola meridionale e nella parte settentrionale della provincia del Capo in Sud Africa. Proseguendo nell’entroterra si arriva al deserto del Kalahari, una terra aspra, una terra di sole bruciante e vento implacabile, che dopo le prime piogge si trasforma in un tripudio di colori. La partenza è prevista il 20 giugno 2026, il viaggio ha una durata di 13 giorni e 11 notti ed è proposto a partire da 4970 euro a persona.
I tour de I Viaggi di Giorgio sono tutti organizzati con accompagnatore dall’Italia.

Per informazioni
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Testo/Anna Maria Arnesano – foto fornite dal tour operator I Viaggi di Giorgio e archivio Arnesano/Badini
