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Homepage > CULTURA > MOSTRE > Dal 2 aprile al 1° novembre 2026 torna a Trieste parte della collezione egizia dell’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo
marzo 23, 2026  |  By Anna Maria Arnesano In MOSTRE

Dal 2 aprile al 1° novembre 2026 torna a Trieste parte della collezione egizia dell’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo

APERTURA Antonio Piemontesi detto Baseggio Veduta delle Piramidi d’Egitto, del Nilo e del Cairo antico jpg

Sono trascorsi 143 anni da quando la collezione egizia di Massimiliano d’Asburgo fu trasferita a Vienna, dove fu esposta nella raccolta egizio-orientale del Kunsthistorisches Museum nel 1891. Proprio grazie all’importante collaborazione tra il museo viennese e il Museo storico di Miramare, è possibile visitare,oggi, una parte della collezione egizia di Massimiliano d’Asburgo.

Statuetta della dea Tauret (Tueris o Ipet)Statuetta della dea Tauret (Ipet) Periodo Tardo, VII-VI secolo a.C. Diaspro rosso Kunsthistorisches Museum, Collezione Egizio-Orientale © KHM-Museumsverband
Statuetta della dea Tauret (Tueris o Ipet)
Periodo Tardo, VII-VI secolo a.C.
Diaspro rosso
Kunsthistorisches Museum, Collezione Egizio-Orientale
© KHM-Museumsverband

Alle Scuderie del Castello di Miramare, la dimora nobiliare progettata dall’arciduca d’Austria e futuro imperatore del Messico, i visitatori avranno la possibilità di scoprire il sogno di Massimiliano e la sua lungimirante visione, attraverso la mostra, dal titolo “Una Sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna”.  I curatori dell’esposizione di Miramare, Massimo Osanna, direttore della Direzione generale Musei, Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, Cäcilia Bischoff, storica dell’arte del KHM e Michaela Hüttner, curatrice della Collezione egizio-orientale del KHM, hanno selezionato una serie di opere provenienti dalle raccolte avviate da Massimiliano d’Asburgo in diverse fasi della sua vita dove confluirono in seguito all’ingresso di Miramare nella rete delle residenze imperiali austriache amministrate direttamente da Vienna.

Occhio udjat Terzo Periodo Intermedio, 1081–724 a.C. Faïence, verde Kunsthistorisches Museum, Collezione Egizio-Orientale © KHM-Museumsverband
Occhio udjat
Terzo Periodo Intermedio, 1081–724 a.C.
Faïence, verde
Kunsthistorisches Museum, Collezione Egizio-Orientale
© KHM-Museumsverband

Il percorso espositivo racconta la storia della collezione riguardo al suo contesto, le scelte e gli interessi di Massimiliano come collezionista di antichità e offre lo spunto per riflettere sul concetto di museo di antichità nell’Ottocento: da luogo privato di godimento estetico e di collezionismo, riservato a una ristretta élite, esso assume progressivamente il valore di testimonianza storica, destinata allo studio, alla conservazione e alla fruizione collettiva. Oltre ai prestiti viennesi e ad alcune opere della collezione di Miramare, saranno esposti reperti provenienti dal Civico Museo d’Antichità J. J. Winckelmann di Trieste, che testimoniano come la passione per l’egittologia di Massimiliano riflettesse un gusto diffuso nel panorama del vivace collezionismo ottocentesco triestino.

Testa di una sfinge di Sesostri III Medio Regno, XII dinastia, Regno di Sesostri III, 1878-1843 d.C. circa Siltite Kunsthistorisches Museum, Collezione Egizio-Orientale © KHM-Museumsverband
Testa di una sfinge di Sesostri III
Medio Regno, XII dinastia, Regno di Sesostri III, 1878-1843 d.C. circa
Siltite
Kunsthistorisches Museum, Collezione Egizio-Orientale
© KHM-Museumsverband

L’origine della collezione illustra il duraturo interesse dell’Arciduca per le antichità egizie e il suo stretto intreccio con la vicenda personale. Nei primi anni Cinquanta dell’Ottocento egli acquistò in blocco un primo nucleo di reperti da Anton von Laurin, già console generale ad Alessandria d’Egitto; la raccolta si ampliò poi negli anni successivi attraverso missioni diplomatiche e vere e proprie campagne di acquisto. L’obiettivo dell’Arciduca, era costituire la collezione non come uno strumento di accrescimento del proprio patrimonio e prestigio personale, ma anche come un mezzo a sostegno della ricerca storica e filologica sulla civiltà egizia. Per questo motivo Massimiliano incaricò l’egittologo S.L. Reinisch di studiare la raccolta e di redigere un catalogo ragionato. In seguito, una volta divenuto imperatore del Messico, affidò allo stesso Reinisch una vasta campagna di acquisti in Egitto (1865–1866), con l’intento di ampliare ulteriormente la collezione e destinarla al Museo Nacional del Messico, progetto che tuttavia non si realizzò. Massimiliano morì infatti alla soglia dei 35 anni, giustiziato dai repubblicani in un Messico sconvolto dalla guerra civile.

Statuetta di Osiride Terzo Periodo Intermedio, presumibilmente IX/VIII sec. a.C. Oro massiccio Kunsthistorisches Museum, Collezione Egizio-Orientale © KHM-Museumsverband
Statuetta di Osiride
Terzo Periodo Intermedio, presumibilmente IX/VIII sec. a.C.
Oro massiccio
Kunsthistorisches Museum, Collezione Egizio-Orientale
© KHM-Museumsverband

L’esposizione è organizzata dal Museo storico e Parco del Castello di Miramare, co-organizzata dal Kunsthistorisches Museum, realizzata da MondoMostre e CoopCulture, in collaborazione con il Comune di Trieste e PromoTurismoFVG, con il contributo scientifico del Museo Egizio di Torino. Infine, in occasione della mostra, il Museo storico e Parco del Castello di Miramare, in collaborazione con CoopCulture, propone un importante programma di attività educative pensato per coinvolgere le scuole di ogni ordine e grado. Le esperienze offerte uniscono esplorazione, gioco, narrazione e laboratorio, con l’obiettivo di far vivere agli studenti un incontro stimolante con la civiltà egizia, i suoi simboli e il suo fascino senza tempo. Info e catalogo delle attività didattiche disponibili QUI.

BIGLIETTERIA ONLINE:
https://www.coopculture.it/it/prodotti/sulle-tracce-dellantico-egitto/
INFORMAZIONI UTILI E CONTATTI:
https://miramare.cultura.gov.it/
comunicazione.miramare@cultura.gov.it 

www.miramare.cultura.gov.it
@museomiramare

Testo/Anna Maria Arnesano – foto fornite dall’ufficio stampa Esseci – Foto d’apertura Antonio Piemontesi detto Baseggio Veduta delle Piramidi d’Egitto, del Nilo e del Cairo antico


 

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