Sebbene siano passate cinque generazioni, sembra ieri da quando iniziò la storia della Rizzoli Emanuelli, una delle eccellenze italiane nel mondo. Il periodo è quello degli ultimi decenni del XIX secolo e siamo a Torino, in Piemonte, terra lontana dal mare ma con uno stretto legame con il sale e le acciughe. Tanto stretto che nella notte dei tempi portò alla nascita di un piatto povero ma nutriente. Una salsa calda a base di acciughe salate, aglio e olio extravergine d’oliva, simbolo identitario delle comunità contadine specie nel Basso Piemonte e Monferrato: la Bagna Cauda. Quello tra sale e acciughe è un rapporto che nasce da lontano, anche perché quello che oggi chiamiamo scientificamente cloruro di sodio, fin dai tempi più remoti era usato anche come “moneta di scambio”. Una merce rara usata anche come merce di scambio di grande valore. In tal senso anche soldati e funzionari dell’antica Roma erano retribuiti con il salarium, termine latino derivato da sal (sale), la razione di sale usata come mezzo di pagamento.

Il sale era considerato l’oro bianco, fondamentale per la conservazione dei cibi, ma era anche una merce per fare un baratto. Arrivava dalle coste in Piemonte e Lombardia legalmente e spesso illegalmente, passando su vie impervie per non pagare gli alti dazi che vi gravavano sopra. Trasportato sugli asini dagli “anciuè” o di nascosto sul fonde dei barili che contenevano “pesce azzurro”, considerato da sempre un “cibo povero per i poveri”.
Era il 1871 quando i Maestri Acciugai Luigi ed Emilio Zefirino Rizzoli fondarono assieme al cavalier Romeo Tosi la “Tosi & Rizzoli”, un’industria conserviera proprio in quella Torino, allora città italiana all’avanguardia nel trattamento delle conserve ittiche, tanto lontano dal mare. D’altra parte la città piemontese era uno dei punti di arrivo della cosiddetta via del sale, dove quei barili con le acciughe salate dal mare ligure salivano verso le Alpi.

Nel 1892 la Tosi & Rizzoli si trasferisce in uno stabilimento Liberty a Parma, assumendo manovalanza principalmente femminile. Siamo nel cuore d’Emilia, dove l’industria conserviera del pomodoro è all’avanguardia e le vie di comunicazione sono efficienti; luogo ideale per aprire uno stabilimento di prodotti alimentari conservati, diversificando la produzione e aprendo anche a quelli agricoli oltre che ittici. Anche se dopo trent’anni di attività la Tosi & Rizzoli chiuse, nel frattempo i due fratelli Rizzoli avevano acquisito una grande esperienza nel settore come maestri conservieri, tanto da continuare questa esperienza aziendale diversificando però i ruoli: Luigi si sarebbe occupato della produzione ed Emilio Zefirino della vendita del prodotto finito. Fu così che girando l’Italia alla ricerca di nuovi clienti incontrò Antonietta Emanuelli, colei che diventerà sua moglie e il cui cognome sarà poi associato a quello dell’azienda, dando vita alla “Rizzoli Emanuelli & C.”, la più antica società di produzione di conserve ittiche in Italia.

Se all’inizio fu la trasformazione delle acciughe salate, nel tempo è nata una storia familiare di imprenditoria nazionale cresciuta su saperi e sapori, arrivati fino a noi con la stessa passione e cura di sempre. Ma avendo come guida un loro disciplinare nella lavorazione delle alici, dal titolo evocativo: “Tradizione Consapevole”. Questa è la loro “Bibbia” che da 120 anni orienta il modo di agire della Rizzoli Emanuelli nella realizzazione dei prodotti, secondo tre linee guida avvalorate dalle certificazioni ottenute: Sostenibilità della pesca; Tracciabilità di filiera; Qualità del prodotto. Nel 1906 nacquero le Alici in Salsa Piccante, allora prodotto top di gamma del marchio, che hanno alla base una ricetta segreta tenuto gelosamente in vita generazione dopo generazione, tramandata oralmente solo al primogenito della famiglia. Di quello che è dato sapere, è che spezie, verdure e olio extravergine di oliva sono acquistati sempre dagli stessi fornitori da oltre un secolo. Un legame basato su fiducia, rispetto e qualità; valori a cui la Rizzoli Emanuelli ha dato da sempre la massima importanza anche nei rapporti lavorativi.

Quando si parla di dare seguito a una tradizione ereditata, basti pensare che gli ingredienti sono selezionati con cura e lavorati secondo un rituale artigianale che prevede la macinazione e la pesatura in azienda, fatta con gli stessi macchinari di un tempo, antichi strumenti che ne garantiscono le identiche proporzioni di sempre. Dulcis in fundo, l’estratto di aromi vegetali e spezie esotiche si fa cuocere secondo una rigida tabella dei tempi e si lascia maturare per sei mesi in botti di legno di rovere numerate e aromatizzate, che precedentemente avevano contenuto del liquore Marsala. Curiosa e casuale è anche la storia di quel marchio distintivo registrato nel 1907 presso il Ministero dell’Agricoltura del Regno d’Italia, con l’immagine dei tre vecchi nani dalla lunga barba abbracciati, che caratterizzano tutt’oggi i prodotti. Tutto nacque per una casualità: una partita di pesce arrivata per la lavorazione era conservata in involucri raffiguranti quei tre gnomi sorridenti e la cosa attrasse Emilio Zefirino e Antonietta, che decisero che quel simbolo di buon auspicio, salute e longevità sarebbe diventato il loro marchio di qualità.

L’innovazione è uno dei cardini alla base del commercio e uno dei cambiamenti più importanti non solo per la Rizzoli Emanuelli fu nel packaging del prodotto. Infatti furono loro a mettere in commercio la prima lattina di acciughe con l’apertura a strappo sulle confezioni. Parliamo della famosa “chiavetta” brevettata nel 1913, che per le persone più grandi di età sono un ricordo di gioventù. Infatti, prima della sua introduzione per aprire le piccole confezioni di latta sigillate, si usavano coltelli o apriscatole, oggetti sconvenienti e pericolosi.
L’apertura così facilitata delle scatolette con la “chiavetta” fu una piccola ma importante novità, che non solo segnò l’atto di nascita della modernizzazione dei consumi nel settore ittico conserviero, ma per la Rizzoli Emanuelli fu una sorta di certificazione da parte del Regio Esercito Italiano, che con il loro benestare si avviarono le forniture per le truppe al fronte durante la Prima Guerra mondiale. Tra gli anni Venti e Cinquanta del 900 l’azienda consolidò la propria crescita e lo stabilimento in stile Liberty di Parma divenne un simbolo di modernità e artigianalità, con la trasformazione della Rizzoli Emanuelli & C da laboratorio artigianale di salagione e filettatura a industria alimentare moderna.

Si sa, la pubblicità è l’anima del commercio e per aumentare la visibilità dei loro prodotti furono importanti le campagne pubblicitarie e la partecipazione a fiere internazionali del settore alimentare. Arrivarono così anche i riconoscimenti da parte dell’Associazione internazionale distributori alimentari, che durante Cibus 1990 premiò l’azienda con l’Oscar Aida per la “La Scorta del Buongustaio”, una valigetta contenente una selezione delle migliori specialità Rizzoli Emanuelli, associata a un ricettario firmato da grandi chef dell’epoca, una delle intuizioni di Massimo Rizzoli, che due anni dopo diventerà il direttore generale della Rizzoli Emanuelli Spa. Una notorietà nata dalla qualità che ormai aveva fatto presa anche nell’immaginario collettivo, quel “pubblico vasto” dove i prodotti furono sempre più apprezzati, considerati appetitosi e inimitabili; e non solo per la loro filosofia racchiusa nel motto “Ante Lucrum Nomen” (La reputazione prima del guadagno).

Con l’entrata nel XXI secolo l’azienda ha continuato a svilupparsi sempre seguendo le regole dettate a inizio 900, ma proponendo nuove specialità per attrarre il gusto del consumatore, utilizzando principalmente alici, tonno e sgombro. Tra gli ultimi prodotti arrivati, i filetti di tonno all’olio di oliva nei barattoli di vetro, le alici monodose, le sfiziose alici in banco frigo del Mar Cantabrico e una linea di prodotti bio. Se in questo storico marchio un ruolo importante lo si deve in gran parte alla qualità del prodotto, di certo questo non sarebbe stato possibile da realizzarsi se questa azienda non fosse rimasta aggrappata alle proprie radici anche dopo i vari passaggi generazionali. Emilio Zefirino e Antonietta furono gli artefici della prima generazione e lasciarono il timone ai loro figli e del fratello di lei, Aldo Emanuelli, Luigi, Aldo e Clelia. Nel 1958 la zia Clelia diede in eredità al giovane nipote, Antonio Rizzoli, la ricetta segreta della salsa per le alici piccanti, incoronandolo con la carica di presidente e dando vita alla terza generazione.

Appena ventiseienne, nel 1992 Antonio (poi morto nel giugno 2021 a 83 anni) lascia l’incarico di presidente e amministratore delegato al figlio di Massimo (quarta generazione), affiancato dai figli Francesco come direttore commerciale (quinta generazione) e Anna, che si occupa della comunicazione e veicolazione del brand. Ma ruoli chiave sono ricoperti anche da altri familiari come il nipote Raffaele Bianchi, nei vertici aziendali da ventotto anni. Un modello di gestione diffusa a livello famigliare, che più di un mero passaggio generazionale rappresenta l’anima vera dell’azienda, una testimonianza di coesione che è una garanzia per l’evoluzione qualitativa del marchio mantenendone vive le prerogative. Come l’Antica Regola Rizzoli, la storica ricetta segreta delle Alici in Salsa Piccante che rende quel pesce semplice un’eccellenza gastronomica e dopo 120 anni custodita e tramandata gelosamente come da tradizione. La campagna di comunicazione per le celebrazioni del 120° anniversario ha preso il via dal 30 marzo con varie iniziative, tra cui la distribuzione sui social media, con un motto evocativo: “Quello che impari in famiglia, resta per sempre. Da 120 anni quel RIZ in più”.

Questo è il cuore della storia e della filosofia del marchio, un’eredità di passione, cura e autenticità che ha vissuto ieri e continua a vivere oggi e domani. Un racconto che celebra la memoria dei gesti, la gioia della condivisione e il tempo come vero ingrediente della qualità. In questa storia il Brand Ambassador Chef Francesco Aquila entrerà “in punta di piedi”, esplorando quei segreti di famiglia tramandati di generazione in generazione, con l’aggiunta del suo tocco creativo. La campagna si svilupperà poi con altri tre hero content con reel da 60” distribuiti nell’anno, finalizzati ad acquisire nuove fasce di pubblico e in cui la ricetta diventa mezzo narrativo per emozionare e raccontare il saper-fare del marchio. Il primo episodio di questi brevi video riguarderà proprio il “saper fare” della Rizzoli Emanuelli. Realizzato a Parma, avrà come co-protagonista Anna Rizzoli.

«Celebriamo questi 120 anni con l’emozione di chi conosce il valore profondo di ogni singolo giorno passato», ha dichiarato Massimo Rizzoli, Ad Rizzoli Emanuelli e quarta generazione della famiglia. «Per Rizzoli Emanuelli, questo Anniversario non è un punto di arrivo, ma un omaggio al tempo prezioso dedicato a perfezionare la nostra arte. È una celebrazione delle persone che, con la loro dedizione quotidiana, hanno reso possibile questo percorso; la celebrazione di un sapere antico custodito nel cuore della nostra famiglia, dove la passione per il mare si fonde con l’artigianalità dei gesti e la qualità della materia prima. Abbiamo saputo trasformare la nostra storia in un ponte solido tra passato e futuro, racchiudendo in ogni nostro prodotto quell’anima vera ed eccellente che, da cinque generazioni, ci rende una delle storie più autentiche d’Italia» ha poi chiosato.

La Rizzoli Emanuelli, con un fatturato di quasi 57 milioni di euro ha sempre il quartiere generale e il principale stabilimento produttivo di circa 9mila mq a Parma. Altri siti produttivi si trovano in Spagna, Croazia, Tunisia, Marocco e Albania, dove si trovano anche le zone di pesca a loro assegnate nel Mar Mediterraneo e nell’Atlantico, dove vengono usate tecniche di pesca sostenibili, come la pesca al cerchio con lampare. Grazie al sistema di tracciabilità Rizzoli Emanuelli è possibile avere tutti i riferimenti al lotto di pesce, con la certezza della lavorazione entro poche ore dalla cattura per garantire al massimo il prodotto.
Testo/Maurizio Ceccaioni – Per il materiale fotografico www.rizzoliemanuelli.com e www.mistralpubblicita.it (uff. stampa Rizzoli Emanuelli).
La foto di gruppo alla base dell’elaborazione dell’immagine di apertura si riferisce al giorno dell’inaugurazione della sede di Parma.
